Scheda della costellazione Orsa Maggiore (Ursa Major - Uma)

Orsa Maggiore

Immagine della costellazione Orsa Maggiore . Crediti FourmiLab / AstronomiAmo

Nome italiano Orsa Maggiore
Nome latino Ursa Major
Abbreviazione Uma
Genitivo Uma
Visibilità stagionale (Italia)
Emisfero Boreale
Limite Nord +73°
Limite Sud +28°
Limite Est 8h 05m
Limite Ovest 14h 30m
Estensione gradi quadrati 1280

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Visibilità attuale : A mezzo cielo all'orizzonte NNO
Altezza : 72,24° sull'orizzonte
Azimut : 337,7
Sorge alle : 20:00
Culmina alle : 22:58
Tramonta alle : 20:00

Conosciamo la costellazione

Il nome, la storia, il mito

Questo gruppo di stelle è noto fin dai tempi più remoti, e le storie che ad esso si legano sono le più svariate, e percorrono non solo il tempo, ma anche gli spazi.
Fra le prime citazioni, quella nel Libro di Giobbe, dove la costellazione è menzionata come Mez'-a-rim, il "Nord". Per gli Arabi le quattro stelle del Carro erano "la bara", mentre le tre del timone erano il corteo funebre. 
Nelle sue sette stelle sono stati visti i carri di vari eroi leggendari, di divinità, oggetti... A partire dai Babilonesi, ciò che rappresentavano le sette stelle era un semplice "carro lungo", ma per i Gallesi, ed i Sassoni nel Medioevo, si trattava, ad esempio, del carro di Re Artù, per i Vichinghi, del carro di Odino, mentre nelle popolazioni germaniche era il carro del dio Thor; i Celti ed i Galli rappresentarono questo asterismo sulle loro monete come un cinghiale. Per i giapponesi era sensha kotei il "cocchio dell' Imperatore", per i cinesi le sette stelle rappresentavano il Governo, i sette governanti astronomici, coloro che presiedevano agli influssi astronomici, guardiani delle sette porte e dei sette accessi del cielo, ma fra i contadini erano note come Bei Dou o Pé Teou (il "carro agricolo").
Dal momento che abbiamo toccato l'Oriente, l' etnia Ainu della penisola di Hokkaido (Giappone), compiva antichi rituali sacrificali in onore al dio Kim-Un-Kamui, il dio dei monti. La vittima, un orso, veniva uccisa per liberarne l'anima dal corpo, che così sarebbe tornata in cielo ricongiungendosi al grande spirito/ dio che lo abitava, il patto tra gli Ainu e quest'ultimo veniva così rinnovato, e l'anima dell'orso diventava nella sua ascesa messaggera delle preghiere e delle volontà espresse nel corso del cerimoniale.

Se per gli Inglesi si tratta di un aratro, come in molte popolazioni euro-asiatiche, per gli americani odierni il gruppo di stelle è un grosso mestolo, che recupera in parte il fascino nella mitologia propria delle tribù indiane, che generalmente vedono nelle quattro stelle del Carro la testa di un orso sacro decapitato, inseguita dal resto del corpo (timone) che vuole ricongiungersi, l' inseguimento procede dalle origini dell' uomo, e quando si ricongiungeranno, potrà vendicarsi sugli uomini e  giungerà la fine dei tempi. Sono note varianti, come quella che vede le stelle del Carro come due orsi, quattro lupi ed un cane da caccia (Alcor). Lupi e cane sono intenti nella caccia dei due orsi in fuga.

l'Orsa Maggiore per i Pellerossa
L'Orsa Maggiore per i Pellerossa

La figura per i Navahos, l'Orsa Maggiore rappresentava il "freddo uomo del Nord", il Primo Uomo, che con la Prima Donna (Cassiopea) si scaldavano l'uno di fronte all'altro attorno ad un focolare, rappresentato nella Stella Polare.  
Salendo verso il Nord America, nelle popolazioni Irochesi vedono nelle quattro stelle del rettangolo (Merak, Dubhe, Phecda e Megrez) un grande orso in fuga da tre coraggiosi cacciatori (le stelle del timone, Alkaid, Mizar ed Alioth) che lo inseguono. Nell'ordine, Alkaid sarebbe il cacciatore che raccoglie la legna per il fuoco, Mizar recherebbe con sé la pentola (Alcor) ed infine, il più prossimo alla bestia, Alioth, sarebbe l'arciere. Una variante su questa visione vede nelle tre stelle tra giovani che si apprestano a superare la prova di passaggio all'età adulta, che prevederebbe l'uccisione dell'orso. 
La storia segue il ciclo di rotazione delle stelle durante l'anno: a fine estate i tre cacciatori si appostano alla base della montagna, l’arciere prende la mira ferendo l’orso; il suo sangue finisce sulle foglie degli alberi tingendole di rosso, arriva l’autunno. Segue, il freddo inverno e le sette stelle sono basse sull’orizzonte. Al termine dell’inverno con l'arrivo della primavera, la ferita dell’orso si è ormai rimarginata e i tre cacciatori ripartono per la caccia e riprendono a inseguire l’orso.
Gli Shoshoni, popolazione indiana stanziata nel Wyoming, tramandavano una leggenda, il cui protagonista era un orso grizzly. Questo grande orso un giorno salì un'alta montagna innevata per andare a caccia nel cielo. Mentre ascendeva la vetta, la neve ed il ghiaccio si attaccarono al pelo delle zampe e quando cominciò ad attraversare la volta celeste, i cristalli si staccarono poco alla volta dando origine alla Via Lattea. 

l'Orsa Maggiore per gli Atzechi
L'Orsa Maggiore per gli Atzechi


Più a Sud, troviamo il mito proprio del popolo Atzeco. Le stelle della costellazione dell' Orsa Maggiore erano associate al dio protettore dei guerrieri e custode del cielo notturno, Tezcaltlipioca, mutilo di un piede, divoratogli da un mostro celeste, dal momento che osservata alle latitudini del Messico, la costellazione, nel suo moto perpetuo attorno alla Polare, perde l'ultima stella che scompare dietro l'orizzonte. 

Spostiamoci in Grecia. Racconta il mito che ogni anno Crono (Saturno) inghiottiva i figli appena partoriti dalla moglie Rea. Sul punto di dare alla luce Zeus ella però si nascose, ed al padre snaturato presentò un fagotto con dentro una pietra, che egli ingurgitò senza guardare. Zeus fu quindi nascosto e allevato dalle ninfe Elice e Cinosura, che in segno di riconoscenza pose tra le stelle: le sue nutrici infatti vengono identificate come l' Orsa Maggiore (Elice) e l'Orsa Minore (Cinosura). 
Un altro mito narra come la bellissima ninfa (in altre versioni una principessa) Callisto, ancella della cacciatrice Artemide, fosse rapita e sedotta da Zeus, il quale assunse le sembianze della dèa cacciatrice, e infine si manifestò con le sue vere sembianze, e nonostante Callisto si opponesse con tutte le sue forze, Zeus la possedette. In punizione per la castità perduta, Artemide l'allontanò. Dall'unione col padre degli dèi, Callisto partorì Arcade, ma Era, moglie di Zeus, pazza di gelosia, la trasformò in un' Orsa, ed in questa forma ella fuggì nella foresta. Arcade crebbe e divenne un cacciatore; passati quindici anni, un giorno, mentre era a caccia, Callisto udì la sua voce e fu desiderosa di vederlo. Arcade era sul punto di ucciderla quando Zeus impietosito intervenne appena prima potesse commettere il matricidio, fece alzare improvvisamente un forte vento, che deviò la freccia scagliata contro l'orsa, e trasportò entrambi in cielo, come Orsa Maggiore ed Arcade nella costellazione di Artofilace (Boote). A questo nuovo affronto Era perse il controllo, rabbiosa chiese agli dèi del mare Oceano e Teti che per l'eternità all' Orsa fosse impedito di toccare le acque del mare, ed in effetti a causa del moto di processione degli equinozi, in tempi antichi, questa costellazione era circumpolare anche alle latitudini della Grecia, ma attualmente non più.
Una versione differente del mito, Era dopo il tradimento del consorte Zeus, rivolge tutta la sua rabbia sulla giovane, e dopo averla tramutata in orsa sguinzaglia i cani- Cani da Caccia, la cui costellazione è posta a ridosso dell'Orsa Maggiore, sotto la coda- aizzandoglieli contro, e facendola scappare senza tregua, così come ricorda il moto delle due costellazioni, con l'Orsa che corre eternamente attorno alla stella polare con alle calcagna i cani.

Per i romani le sette stelle principali della costellazione erano sette buoi, i septem triones (Cicerone lo riporta nei suoi scritti) termine dal quale trae origine la parola settentrione, a indicazione del Nord. Osservare il moto delle sette stelle attorno alla stella polare, ricordava loro l'immagine dei buoi che arano un campo girando in tondo. Inoltre anche l'etimologià di "artico" legata al nostro "polo artico" deriverebbe dalla parola greca per "orso", "arktos".
Per gli Egizi, le sette stelle erano l'effige del dio Seth che si stagliava in cielo per essere sempre venerato, o l'ippopotamo, animale sacro ad Horus. Nel raggruppamento di stelle gli Ebrei vedevano uno strumento agricolo, il ventilabro, mentre i Cinesi una pentola.
Nel Settecento in Europa la Chiesa cercò di operare una riforma, stravolgendo le denominazioni fino ad allora conosciute per le costellazioni, richiamando episodi e personaggi, come anche oggetti, propri della tradizione cristiana (ne è prova la costellazione del Cigno, ancora oggi indicata anche come Croce del Nord). Nel caso dell' Orsa, questa doveva diventare la "barca di Pietro". Già le sette arabo-cristiane denominarono il quadrilatero del carro Naash Nazaar, "la lettiga di Lazzaro", al cui seguito vi sarebbero Marta, Maria e Maddalena piangenti, coerentemente con la storia che si tramanda nel Golfo Persico di Al- Naash (dove Naash significa "lettiga mortuaria") e dei suoi figli. Il protagonista era stato ucciso da Al Jadi (la Stella Polare) e ogni notte i suoi figli, dietro il feretro, giuravano vendetta. Fra loro Mizar, la figlia di Naash, con in braccio un bambino (Alcor). 

Osservazione

Facilissima da trovare anche perché è una delle più note al grande pubblico, che la riconosce come il 'Grande Carro' (facendo riferimento soltanto a sette delle sue stelle, le più riconoscibili) oppure, come dicono in Inghilterra, il 'Grande Mestolo'.
Con i suoi 1280 gradi quadrati, l'Orsa Maggiore occupa gran parte della zona circumpolare, risultando sempre visibile verso Nord. Il termine settentrione deriva proprio da 'septem triones', che vuol dire 'sette buoi' che indicano le sette stelle della costellazione in esame.
La relativa vicinanza delle stelle più brillanti del Carro indicano che la forma della costellazione stessa può cambiare nel giro di centomila anni, quindi gli uomini di Neanderthal non vedevano il Carro come lo vediamo ora e tra centomila anni la sua forma sarà ancora cambiata.
Il periodo migliore per l'osservazione, nonostante sia sempre visibile, è la primavera, quando la costellazione passa allo zenit alle nostre latitudini. Di fronte all'Orsa Maggiore, dalla parte diametralmente opposta rispetto alla Stella Polare, è sempre rintracciabile la costellazione di Cassiopea, dalla caratteristica forma a W. Ne segue che, trovandosi l'una di fronte all'altra con al centro la Polaris, quando una costellazione è bassa l'altra è alta. Se vedete Cassiopea in alto, quindi, lasciate stare l'osservazione dell'Orsa Maggiore.

I corpi celesti

I corpi celesti famosi della costellazione dell'Orsa Maggiore sono davvero tanti, a partire dalle sette stelle che compongono il Grande Carro fino ad arrivare a ben sette oggetti del catalogo di Messier: sei galassie ed una nebulosa. Ci sono ben 125 stelle di magnitudine superiore alla sesta.
Le stelle sono tutte dotate di un nome proprio: Dubhe è la stella alpha e rappresenta il dorso dell'Orsa, Merak è la beta e rappresenta i fianchi. Alpha e Beta sono chiamati 'Puntatori', dal momento che prolungando verso Nord la linea che passa per le due stelle si giunge alla Polaris.
Gamma è chiamata Phecda e rappresenta la coscia, Delta si chiama Megrez ed è la 'radice della coda'. La coda è formata dalla stella epsilon, Alioth, dalla stella zeta, Mizar (accoppiata con Alcor), e dalla stella eta, Alkaid o Benetnasch.
L'Orsa Maggiore è una delle pochissime costellazioni le cui stelle sono in effetti legate da fattori che non siano soltanto prospettici: almeno cinque delle sette stelle principali, più una dozzina delle altre, formano un ammasso aperto molto largo: le stelle si muovono tutte nella stessa direzione e probabilmente sono nate da una stessa nebulosa. Nel 1958, Harris indicò 157 stelle che viaggiano tutte nello stesso verso alla velocità di 15 chilometri al secondo, ad una distanza di circa 70-80 anni luce dalla Terra in uno spazio ellissoidale di 30 per 18 anni luce. Allo stesso ammasso dovrebbero appartenere anche Sirio, Beta Lyrae e Alfa Corona Borealis, insieme ad un altro centinaio di stelle compreso, forse, il nostro Sole.

Gli oggetti di Messier invece sono dati da una doppia (M40), cinque galassie (M81, M82, M101, M108 ed M109) e dalla nebulosa del Gufo (M97).Da notare è il moto di Alkaid e Dubhe opposto a quello delle altre cinque stelle maggiori: queste due sono in allontanamento a dispetto dell'avvicinamento delle altre cinque. Alkaid, tra l'altro, è anche la più lontana.
La stella delta, Megrez, è la più debole del gruppo ed è posta al 'raccordo' tra mestolo e manico. 

Un arco in ultravioletto

E' stato scoperto un arco molto debole e quasi perfettamente circolare centrato sul manico del Grande Carro ed esteso per 30° di cielo, attraverso una emissione in ultravioletto. Si tratta di un oggetto a oggi unico presentato a giugno 2020 al 236° meeting AAS e che consiste di un gas interstellare energetico e compresso che indica uno shock a partire da una esplosione di supernova verificatasi 60° sopra il piano della Galassia. Distanza e età dell'esplosione sono incerte ma si stima una epoca superiore a 100 mila anni fa e una distanza di 600 anni luce. L'intero cerchio copre circa 2700 gradi quadrati di cielo e potrebbe aver ripulito il cielo da gas e polvere in una delle finestre che vengono utilizzate per lo studio delle regioni esterne alla Galassia.

L'origine della scoperta risale al 1997, quando Peter McCullough utilizzò una camera sperimentale per rintracciare la debole emissione H-alfa e scoprire una riga di due gradi di cielo. Venti anni dopo circa, l'ultimo lavoro estende questa riga di gas tramite le osservazioni di LOFAR. ("Discovery of a 30-Degree-Long Ultraviolet Arc in Ursa Major," A. Bracco, R. A. Benjamin et al., 2020 April 27, Astronomy & Astrophysics Letters)

Mosaico dell'emissione ultravioletta. Credit: A. Bracco/R. Benjamin/NASA-GALEX
Mosaico dell'emissione ultravioletta. Credit: A. Bracco/R. Benjamin/NASA-GALEX

 

Nomi Magnitudine Link
Formerly called 55 Cam, in UMa.; HR 3182; SAO 14456; HD 67447; FK5 12155,32
56 Cam, in UMa.; HR 3221; SAO 14479; HD 684576,45
HR 3236; SAO 6504; HD 689515,98
57 Cam, in UMa.; HR 3245; SAO 14500; HD 691485,71
HR 3263; SAO 14522; HD 699766,41
HR 3303; SAO 14568; HD 71088; FK5 26625,88
Muscida; a name also applied to Pi UMa, HR 3391, 3403.; HR 3323; 1Omi UMa; SAO 14573; HD 71369; FK5 3173,36
HR 3332; SAO 14582; HD 715536,31
HR 3354; 2 UMa; SAO 14590; HD 720375,47
Muscida, with HR 3403.; HR 3391; 3Pi 1UMa; SAO 14609; HD 729055,64
HR 3400; SAO 26935; HD 730175,66
HR 3401; SAO 14612; HD 730296,48
Muscida, with HR 3391.; HR 3403; 4Pi 2UMa; SAO 14616; HD 73108; FK5 26774,6
HR 3405; SAO 26940; HD 731316,42
HR 3408; SAO 26946; HD 73171; FK5 3235,91
HR 3436; SAO 42508; HD 739716,22
HR 3470; SAO 14667; HD 746046,2
HR 3505; 5 UMa; SAO 14691; HD 75486; FK5 27015,73
HR 3506; SAO 27026; HD 754876,25
HR 3531; 6 UMa; SAO 14703; HD 759585,58
Talitha; Talita.; HR 3569; 9Iot UMa; SAO 42630; HD 76644; FK5 3353,14
HR 3576; 8Rho UMa; SAO 14742; HD 76827; FK5 3384,76
HR 3592; SAO 27105; HD 77309; FK5 3405,75
HR 3594; 12Kap UMa; SAO 42661; HD 77327; FK5 3413,6
HR 3603; SAO 42682; HD 776015,95
HR 3608; SAO 27121; HD 77692; FK5 27166,45
HR 3609; 11Sig1UMa; SAO 14769; HD 778005,14
HR 3616; 13Sig2UMa; SAO 14788; HD 781544,8
HR 3619; 15 UMa; SAO 27136; HD 78209; FK5 27214,48
HR 3624; 14Tau UMa; SAO 14796; HD 78362; FK5 27274,67
HR 3633; SAO 6784; HD 78633; FK5 27296,55
HR 3645; SAO 6792; HD 789355,96
HR 3648; 16 UMa; SAO 14819; HD 79028; FK5 27305,13
HR 3660; 17 UMa; SAO 27185; HD 793545,27
HR 3662; 18 UMa; SAO 27191; HD 79439; FK5 27344,83
HR 3676; SAO 42790; HD 79763; FK5 27385,97
HR 3697; SAO 27215; HD 802906,13
HR 3698; SAO 27219; HD 80390; FK5 27435,47
HR 3722; SAO 14875; HD 809536,28
HR 3725; SAO 27246; HD 810256,31
41 Lyn in UMa.; HR 3743; SAO 42876; HD 81688; FK5 27515,41
HR 3747; SAO 27271; HD 817906,45
HR 3757; 23 UMa; SAO 14908; HD 81937; FK5 3553,67
HR 3768; 22 UMa; SAO 6898; HD 821895,72
HR 3771; 24 UMa; SAO 6897; HD 82210; FK5 3574,56
HR 3775; 25The UMa; SAO 27289; HD 82328; FK5 3583,17
HR 3778; SAO 42914; HD 823806,76
HR 3797; SAO 42924; HD 825826,52
HR 3799; 26 UMa; SAO 27298; HD 826214,5
HR 3824; SAO 14949; HD 83126; FK5 27695,94
HR 3838; SAO 14966; HD 83489; FK5 3635,69
HR 3839; 27 UMa; SAO 6936; HD 83506; FK5 27725,17
HR 3854; SAO 42990; HD 83869; FK5 27746,39
HR 3855; SAO 27359; HD 83886; FK5 27756,47
HR 3859; SAO 14976; HD 839626,17
HR 3865; 28 UMa; SAO 14980; HD 841796,34
HR 3870; SAO 27377; HD 843355,2
HR 3881; SAO 43046; HD 84737; FK5 12555,09
HR 3885; SAO 15000; HD 848126,31
HR 3888; 29Ups UMa; SAO 27401; HD 84999; FK5 3683,8
HR 3894; 30Phi UMa; SAO 27408; HD 852354,59
HR 3911; SAO 15023; HD 85583; FK5 27906,27
HR 3917; 31 UMa; SAO 27430; HD 85795; FK5 27935,27
HR 3918; SAO 7009; HD 85841; FK5 3725,83
HR 3922; SAO 27438; HD 859455,93
HR 3929; SAO 43117; HD 86166; FK5 27986,3
HR 3939; SAO 27464; HD 86378; FK5 28025,48
HR 3954; SAO 27503; HD 87141; FK5 12595,74
HR 3958; SAO 27512; HD 872436,14
HR 4008; SAO 15129; HD 88651; FK5 28216,25
HR 4021; SAO 7099; HD 888496,66
HR 4026; 32 UMa; SAO 15135; HD 88983; FK5 12625,82
Tania Borealis. With HR 4069, Al Kafzah al Thaniyah.; HR 4033; 33Lam UMa; SAO 43268; HD 89021; FK5 3833,45
HR 4044; SAO 43281; HD 892686,43
HR 4046; SAO 43285; HD 89319; FK5 28276
HR 4047; SAO 15147; HD 89343; FK5 28285,96
HR 4051; SAO 27606; HD 893896,45
HR 4052; SAO 27609; HD 89414; FK5 28296
HR 4067; SAO 43309; HD 897445,76
Tania Australis.; HR 4069; 34Mu UMa; SAO 43310; HD 89758; FK5 3863,05
HR 4072; SAO 15163; HD 89822; FK5 3874,97
HR 4096; SAO 43344; HD 904706,02
HR 4098; SAO 43351; HD 905086,44
HR 4103; SAO 43356; HD 90602; FK5 28386,35
HR 4106; 35 UMa; SAO 15196; HD 906336,32
HR 4108; SAO 15200; HD 90745; FK5 28396,12
HR 4112; 36 UMa; SAO 27670; HD 90839; FK5 3944,84
HR 4131; SAO 27682; HD 913116,45
HR 4132; SAO 43379; HD 91312; FK5 28444,75
HR 4141; 37 UMa; SAO 27695; HD 91480; FK5 3985,16
HR 4165; SAO 27724; HD 92095; FK5 28495,52
HR 4176; SAO 15260; HD 923545,75
HR 4178; 38 UMa; SAO 15261; HD 92424; FK5 28555,12
HR 4181; SAO 15269; HD 92523; FK5 4035
HR 4187; 39 UMa; SAO 27748; HD 927285,8
HR 4191; SAO 43444; HD 92787; FK5 12765,18
HR 4195; SAO 15274; HD 928396
HR 4202; 41 UMa; SAO 27760; HD 931326,34
HR 4215; SAO 15298; HD 934276,39
HR 4235; 43 UMa; SAO 27791; HD 938595,67
HR 4236; 42 UMa; SAO 27793; HD 93875; FK5 28655,58
HR 4241; SAO 27809; HD 940836,65
HR 4242; SAO 27810; HD 940846,44
HR 4243; SAO 7229; HD 94132; FK5 28665,93
HR 4246; 44 UMa; SAO 27815; HD 94247; FK5 28695,1
HR 4248; 45Ome UMa; SAO 43512; HD 94334; FK5 28704,71
47 LMi in UMa.; HR 4256; SAO 62310; HD 944975,72
HR 4258; 46 UMa; SAO 62314; HD 946005,03
HR 4264; SAO 43535; HD 946696,03
HR 4275; SAO 27858; HD 95057; FK5 28766,17
HR 4277; 47 UMa; SAO 43557; HD 95128; FK5 12825,05
HR 4278; SAO 62345; HD 951296
HR 4280; SAO 43562; HD 95212; FK5 28785,47
HR 4283; SAO 27868; HD 952336,43
HR 4285; SAO 43564; HD 952416,02
HR 4286; SAO 15360; HD 952566,39
HR 4288; 49 UMa; SAO 62354; HD 953105,08
MERAK; Mirak.; HR 4295; 48Bet UMa; SAO 27876; HD 95418; FK5 4162,37
DUBHE; Dubb; Ak.; HR 4301; 50Alp UMa; SAO 15384; HD 95689; FK5 4171,79
HR 4309; 51 UMa; SAO 62387; HD 95934; FK5 28826
HR 4330; SAO 15414; HD 967076,06
HR 4333; SAO 62427; HD 96813; FK5 28925,74
HR 4335; 52Psi UMa; SAO 43629; HD 96833; FK5 4203,01
HR 4336; SAO 43627; HD 968345,89
HR 4340; SAO 15431; HD 971386,4
HR 4344; SAO 27952; HD 973026,63
HR 4345; SAO 62451; HD 973346,41
HR 4351; SAO 43649; HD 975016,33
HR 4363; SAO 27970; HD 978556,5
HR 4367; SAO 43675; HD 97989; FK5 4245,88
HR 4374; 53Xi UMa; SAO 62484; HD 982304,87
Alula Australis.; HR 4375; 53Xi UMa; SAO 62484; HD 982314,41
Alula Borealis.; HR 4377; 54Nu UMa; SAO 62486; HD 98262; FK5 4253,48
HR 4380; 55 UMa; SAO 62491; HD 98353; FK5 12934,78
HR 4383; SAO 15478; HD 98499; FK5 29056,21
HR 4388; SAO 27999; HD 98673; FK5 29076,43
HR 4391; SAO 15486; HD 98772; FK5 4296,02
HR 4392; 56 UMa; SAO 43719; HD 98839; FK5 29084,99
HR 4407; SAO 28017; HD 992835,75
HR 4412; SAO 62551; HD 993736,32
HR 4421; SAO 15520; HD 99747; FK5 29155,83
HR 4422; 57 UMa; SAO 62572; HD 997875,31
HR 4424; SAO 28035; HD 998596,28
HR 4427; SAO 28038; HD 999136,41
HR 4430; SAO 43784; HD 999676,35
HR 4431; 58 UMa; SAO 43787; HD 99984; FK5 4325,94
HR 4435; SAO 43790; HD 1000306,42
HR 4436; SAO 43793; HD 1000556,56
HR 4439; SAO 15542; HD 1002035,48
HR 4452; SAO 62604; HD 100470; FK5 29236,4
HR 4457; SAO 28064; HD 100615; FK5 29255,63
HR 4474; SAO 28081; HD 101013; FK5 29296,14
HR 4477; 59 UMa; SAO 43837; HD 1011075,59
HR 4480; 60 UMa; SAO 43839; HD 101133; FK5 29316,1
HR 4481; SAO 15580; HD 1011506,46
HR 4482; SAO 62635; HD 1011516,27
HR 4486; SAO 43841; HD 1011776,44
HR 4493; SAO 28093; HD 1013916,37
HR 4496; 61 UMa; SAO 62655; HD 101501; FK5 13005,33
HR 4500; SAO 28101; HD 1016046,27
HR 4501; 62 UMa; SAO 62658; HD 101606; FK5 29385,73
Discordances as to whether Xi or Iota and Kappa UMa (HR 3569, 3594) should be El Koprah, Alkaphrah.; HR 4518; 63Chi UMa; SAO 43886; HD 102224; FK5 4413,71
HR 4521; SAO 28142; HD 102328; FK5 29415,27
HR 4536; SAO 62718; HD 1027135,7
HR 4545; SAO 62731; HD 1029426,27
Groombridge 1830.; HR 4550; SAO 62738; HD 103095; FK5 13076,45
PHAD; Phecda; Phekda; Phegda; Phekha; Phacd.; HR 4554; 64Gam UMa; SAO 28179; HD 103287; FK5 4472,44
HR 4560; 65 UMa; SAO 43945; HD 1034836,54
HR 4561; 65 UMa; SAO 43946; HD 1034987,03
HR 4562; SAO 62754; HD 1035006,49
HR 4566; 66 UMa; SAO 28191; HD 103605; FK5 29535,84
HR 4569; SAO 15666; HD 1037366,22
HR 4572; SAO 43963; HD 103799; FK5 29546,62
HR 4574; SAO 62774; HD 103928; FK5 13106,42
HR 4575; SAO 15673; HD 1039536,76
HR 4581; SAO 62784; HD 1040755,96
HR 4584; SAO 62786; HD 1041796,5
HR 4593; SAO 62802; HD 104438; FK5 29635,59
HR 4594; 67 UMa; SAO 44002; HD 104513; FK5 29655,21
HR 4610; SAO 15710; HD 1050436,13
HR 4641; 68 UMa; SAO 28291; HD 1060026,43
1 CVn in UMa.; HR 4654; SAO 28309; HD 106478; FK5 13146,16
MEGREZ; Kaffa in Becvar.; HR 4660; 69Del UMa; SAO 28315; HD 106591; FK5 4563,31
HR 4672; SAO 28327; HD 1068845,81
HR 4701; 70 UMa; SAO 28346; HD 1074655,55
HR 4726; 71 UMa; SAO 28375; HD 1081355,81
HR 4745; 73 UMa; SAO 28394; HD 108502; FK5 30005,7
HR 4760; 74 UMa; SAO 28405; HD 108844; FK5 4675,35
HR 4762; 75 UMa; SAO 28408; HD 1088616,08
HR 4767; SAO 28413; HD 1089546,21
HR 4800; SAO 28444; HD 1097295,5
HR 4833; 76 UMa; SAO 15871; HD 110462; FK5 4786,07
HR 4840; SAO 15877; HD 1106786,38
HR 4859; SAO 15901; HD 1112705,89
HR 4867; SAO 15907; HD 1114565,85
ALIOTH; Aliath.; HR 4905; 77Eps UMa; SAO 28553; HD 112185; FK5 4831,77
HR 4917; SAO 28572; HD 1124865,82
HR 4931; 78 UMa; SAO 28601; HD 1131394,93
HR 4936; SAO 28613; HD 113436; FK5 30416,53
HR 4953; SAO 15985; HD 1139946,14
HR 4974; SAO 15999; HD 114504; FK5 30506,54
MIZAR; Mizat; Mirza.; HR 5054; 79Zet UMa; SAO 28737; HD 116656; FK5 4972,27
HR 5055; 79Zet UMa; SAO 28738; HD 1166573,95
ALCOR; Saidak.; HR 5062; 80 UMa; SAO 28751; HD 1168424,01
HR 5070; SAO 16071; HD 1170436,5
HR 5076; SAO 28763; HD 1172426,34
HR 5085; SAO 16080; HD 117376; FK5 5005,4
HR 5109; 81 UMa; SAO 28803; HD 1182145,6
HR 5126; SAO 44682; HD 1185366,49
HR 5133; SAO 28819; HD 1187416,48
HR 5142; 82 UMa; SAO 28832; HD 1190245,46
HR 5148; SAO 28836; HD 1191246,32
HR 5153; SAO 28838; HD 1192136,29
HR 5154; 83 UMa; SAO 28843; HD 119228; FK5 30874,66
HR 5169; SAO 28866; HD 1197656,02
HR 5177; SAO 28878; HD 1199926,5
HR 5187; 84 UMa; SAO 28885; HD 1201985,7
ALKAID; Benetnash; Benetnasch; Elkeid.; HR 5191; 85Eta UMa; SAO 44752; HD 120315; FK5 5091,86
HR 5213; SAO 16186; HD 120787; FK5 31015,96
HR 5216; SAO 28901; HD 1208746,46
HR 5238; 86 UMa; SAO 28928; HD 1214095,7
HR 5256; SAO 16230; HD 1220646,37
HR 5280; SAO 28989; HD 1228666,15
HR 5302; SAO 29019; HD 123977; FK5 31266,46
Nomi Magnitudine Link
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Messier 81 (M81); Bode's Galaxy; NGC 30316,900
Messier 82 (M82); Cigar Galaxy; NGC 30348,400
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Messier 108 (M108); NGC 355610,100
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Messier 97 (M97); Owl Nebula; NGC 358711,200
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