Sciame meteorico Perseidi

Dal 17/7 al 24/8

  • Picco: 12/8
  • ZHR: 90
  • Costellazione: Per

La data indicata come massimo dello sciame, il 10 agosto che è proprio la notte di San Lorenzo, è una data storica: anticamente era effettivamente la data in cui si verificava il massimo dello sciame ma la precessione degli equinozi ha traslato il picco alla notte del 12 agosto. Nonostante questo, oggi si fa ancora riferimento alle Perseidi come alle Lacrime di San Lorenzo.

Lo sciame meteorico delle Perseidi è visibile in direzione della costellazione del Perseo dalla fine del mese di Luglio fino al 20 Agosto circa e nelle notti dei picchi si raggiungono tassi di "pioggia" che portano a vedere fino a una novantina di meteore ogni ora (si parla di ZHR = 90 ad indicare proprio questo numero).
Ovviamente, un simile valore di meteore visibili ad occhio nudo rende le Perseidi uno degli sciami più consistenti, nonché il più famoso presso il grande pubblico, anche se in effetti lo ZHR è un valore esclusivamente teorico.

Radiante delle Perseidi. Crediti Stellarium
Radiante delle Perseidi. Crediti Stellarium

Oltre che dal numero di meteore visibili ogni ora, gli sciami meteorici sono caratterizzati da un radiante, che esprime la zona di cielo dalla quale le "stelle cadenti" sembrano provenire. E' proprio questa zona di origine che dà il nome allo sciame e non a caso le Perseidi si chiamano così: sembrano infatti provenire da una zona di cielo presente nella costellazione del Perseo, precisamente nella parte più settentrionale della costellazione, quella che punta verso la famosa doppiavvù di Cassiopea.

Quindi, per riuscire a visualizzare al meglio lo sciame meteorico più famoso, occorre girarsi verso Nord Est, cercare Cassiopea e poi riconoscere la costellazione del Perseo. A questo punto probabilmente avrete già visto qualche meteora sfrecciare sotto i vostri occhi. "Sfrecciare" è il termine più giusto, visto che le meteore entrano nell'atmosfera terrestre ad una velocità media di circa 59 chilometri al secondo. I colori che assumono le meteore sono vari, anche se solitamente assumono una tonalità bianco-gialla mentre le più brillanti sono spesso verdine.

Le prime osservazioni delle Perseidi risalgono al 36 d.C. ad opera dei Cinesi, mentre i Greci riconducono a questo sciame la Transfigurazione del Signore, che cade il 6 agosto. Visto che i Greci hanno legato a questo sciame una festività del 6 agosto mentre noi la riconduciamo alla notte del 10, è implicito che i Greci conoscono questo sciame da più tempo di noi, quando la precessione non lo aveva fatto slittare al 10 (e poi al 12 come oggi).

Da dove vengono

Finora si può pensare che le meteore si incuineino nell'atmosfera terrestre sfrecciando a velocità folli. In realtà è così soltanto in parte, visto che in effetti l'origine delle meteore è dovuta alla presenza di polveri lungo l'orbita terrestre. Quindi, è la Terra che durante il suo tragitto va ad infilarsi in questo banco di polveri le quali, di conseguenza, entrano nella sua atmosfera generando le stelle cadenti.
Chi ha lasciato le polveri nel nostro tragitto?
Il primo legame tra le comete e gli sciami meteorici fu ipotizzato dall'astronomo Schiaparelli nel 1866: le comete, sublimando avvicinandosi al Sole, lasciano al loro passaggio una miriade di particelle e sono proprio queste che, intersecando l'orbita terrestre, danno vita al fenomeno degli sciami meteorici.
La cometa che dà origine alle Perseidi è la Swift-Tuttle, scoperta dai due astronomi (appunto, Swift e Tuttle) nel 1862, quando raggiunse magnitudine 2 ed una coda di almeno 30° di cielo.
La cometa ha un periodo di 130 anni, quindi ogni 130 anni la presenza di polveri si rafforza da un nuovo passaggio e regala alla Terra una visione splendida delle Perseidi.
La cometa Swift-Tuttle è passata nel 1992 per l'ultima volta, e al prossimo passaggio passerà davvero molto vicina alla Terra (è scongiurato, almeno per ora, un impatto!). Il prossimo passaggio è previsto per il 2126, e lo sciame del 2127 sarà sicuramente bellissimo.