Associazione AstronomiAmo - Biografia di Gian Domenico CASSINI
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Gian Domenico CASSINI

Gian Domenico Cassini
Raffigurazione di G.Domenico Cassini

Giovanni Domenico Cassini, anche noto come Giandomenico Cassini, nasce a Perinaldo il giorno 8 giugno 1625 da Giacomo e Giulia Crovesi e muore a Parigi il 14 settembre 1712 dopo aver preso la nazionalità francese nel 1673. 

Fu matematico, ingegnere, astronomo, medico e biologo. Esperto e studioso di astronomia planetaria, concentrato particolarmente nello studio del Sole e delle comete ma anche cartografo e costruttore di strumentazione scientifica.

Gli studi di Cassini iniziano a Vallebona e continuano nel collegio dei Gesuiti di Genova, dal 1638 al 1646 e proprio qui, nonostante l'imprinting umanistico, il futuro astronomò entra in contatto con Giovanni Battista Baliani, fisico e matematico conoscente di Galileo Galilei, che lo segue negli studi di matematica e astronomia.  

A quei tempi, astrologia e astronomia andavano di pari passo nella mente comune e così una fortunata previsione sull'esito della battaglia tra le truppe di Innocenzo X e quelle del duca di Parma valse la chiamata da parte del marchese Malvasia per la gestione di un osservatorio privato. Dal 1648 al 1669 lavora all'Osservatorio di Panzano a Castelfranco Emilia.

Nel 1650 inizia a insegnare astronomia a livello universitario a Bologna, dove successe a Bonaventura Cavalieri. Finge un allineamento alle ideologie di universo ecclesiastico-aristotelico per non incorrere in persecuzioni, ma il suo ideale era lo stesso di Galileo. Proprio questo allineamento fa si che nel 1665 Cassini venisse nominato sovraintendente delle acque per lo Stato Pontificio, con particolare riguardo a irraggiamento e controllo del Po. La prima pubblicazione riguarda il passaggio di una cometa a Natale 1652, il che consentì a Cassini di sfruttare uno degli eventi più spettacolari. La conoscenza delle comete fu approfondita anche grazie al rapporto con Cristina di Svezia, rapporto favorito dalla conoscenza del papa Alessandro VII. A Roma conobbe i fratelli Matteo e Giovanni Campani, costruttori di lenti per telescopi.

Dal punto di vista astronomico si dedica particolarmente a eclissi solari e pubblica le "Tavole dei pianeti". La sua fama diviene talmente ampia da essere invitato a Parigi da Colbert nel 1669, alla corte di Luigi XIV, per collaborare all'Osservatorio di Parigi di recente costruzione. A Parigi Cassini conosce la libertà di espressione, può lavorare presso la prestigiosissima Académie des sciences, della quale viene fatto membro, e può trasferirsi a titolo definitivo presso la nuova struttura. Nel 1672 diviene membro della Royal Society.

Si sposa con Geneviève Delaistre nel 1673 e prende la cittadinanza francese, facendo nascere una dinastia di figli e nipoti dediti all'astronomia: la direzione dell'Osservatorio durò fino al pronipote Cassini IV, che cessò la carica con la Rivoluzione Francese. E' padre di Jacques Cassini, altro famoso astronomo, unico dei tre figli a sopravvivere al padre.

Meridiana di San Petronio
Meridiana di San Petronio

Bologna la cattedra di Astronomia fu sempre lasciata libera per Cassini, che tuttavia terminò i suoi giorni in Francia pur collaborando ad alcuni progetti durante qualche rientro in Italia. Lavori quali, ad esempio, la Specola dell'Istituto delle Scienze e la meridiana della basilica di S.Petronio, che andava a sostituire quella andata distrutta di Ignazio Danti, sempre a Bologna, lunga ben 66.8 metri. 

Nel 1708 muore anche la moglie mentre i suoi studi iniziano a essere sempre più accompagnati da quelli dei figli e di Giacomo Filippo Maraldi. Un anno dopo la morte di Geneviève anche Cassini inizia ad ammalarsi fino a diventare progressivamente cieco nel 1710. Le memorie venivano dettate a un segretario fino alla morte, sopraggiunta il 14 settembre 1712. Due mesi dopo, Bernard Le Bovier de Fontenelle legge il suo elogio in una seduta dell'Académie des sciences.

Gli studi e le scoperte

Molti degli studi furono dedicati al moto del Sole, alla ricerca della prova che fosse la Terra a ruotare intorno alla stella in un moto non perfettamente circolare. Costruì un eliometro con il quale mostrò il differente diametro del Sole al variare delle stagioni e un legame non derivante esclusivamente dal variare della velocità del Sole nel cielo, confermando per la prima volta in via osservativa la seconda legge del moto di Keplero. 
Ipotizzò, anticipando Edmond Halley, la periodicità delle comete. Calcolò la parallasse delle comete per accertarne la natura astronomica e quindi la distanza dalla Terra per poi concentrarsi sulle orbite. Il riferimento alla periodicità si ha con l'impressione di aver osservato una cometa già studiata da Tycho Brahe

Misurò la rotazione del pianeta Marte sfruttandone le macchie scure, con una accuratezza di tre minuti soltanto e determinò, unitamente a M. Richer, la distanza Terra-Marte tramite parallasse, ricavando per triangolazione la distanza Terra-Sole presa come base di misurazione nel Sistema Solare, la famosa Unità Astronomica. L'errore commesso fu del 7% ma gli studi servirono a far comprendere le dimensioni dello spazio occupato.

Osservando Giove, si accorge - unitamente all'astronomo Hooke - della famosa Macchia Rossa che viene così usata per il calcolo della rotazione del pianeta, ma fondamentali furono gli studi legati al calcolo dei PHEMU dei satelliti di Giove: l'insieme degli eventi che si verificano tra i quattro satelliti principali e il pianeta stesso in termini di occultazioni, eclissi, transiti di satelliti e di ombre. Proprio le occultazioni di Io misero in condizioni Cassini di accorgersi che, con la Terra più vicina da Giove, i tempi previsti venivano anticipati di qualche minuto il che indusse il collaboratore di Cassini, Ole Roemer, a ipotizzare una velocità della luce finita contrariamente a quanto si pensasse fino ad allora. Proprio Roemer, nel 1676, calcolò la velocità della luce per la prima volta e a dire il vero andò avanti da solo, visto che Cassini non accettava l'idea di una luce a velocità finita. Per Saturno, Cassini scopri quattro satelliti come Giapeto, Rea, Dione e Teti e scoprì un gap negli anelli che ancora oggi chiamiamo Divisione di Cassini. Le scoperte fecero intuire a Cassini che gli anelli di Saturno non sono un corpo unico ma un insieme di particelle molto piccole. 

Divisione Cassini
Divisione Cassini

Cassini elaborò una dettagliatissima mappa della superficie lunare, riuscendo a elaborare la prima teoria moderna dei moti lunari e delle interazioni mareali. 

Interessanti anche gli studi sulla luce zodiacale, osservata a Bologna e poi a Parigi e ricondotta da Cassini all'attività solare: la rotazione solare produce il moto di rivoluzione dei pianeti e così la rotazione dei pianeti produce la rivoluzione dei loro satelliti. L'attività del Sole era anche confermata da macchie e facole e tutto questo poteva benissimo (all'epoca) spiegare la luce zodiacale.

Disegni della macchie solari
Disegni delle macchie solari

Oltre alle spiccate competenze, a Cassini si riconosce anche una passione per la tecnologia e una grande capacità di convinzione: riuscì a convincere nella costruzione di importanti strumenti, nell'utilizzo di edifici come strumenti astronomici, nel lavoro di team ben progettato e organizzato. Una innata capacità di ingraziarsi i potenti al fine di ottenere quanto desiderato, ottenendo fiducia incondizionata. Era sempre lo scienziato maggiormente remunerato: prima del trasferimento a Parigi veniva corrisposto con 3800 lire a fronte delle 1200 che spettavano a Marcello Malpighi. A Parigi il compenso di Cassini era di 9000 livres contro le 6000 di Huygens.

A suo nome, oggi, sono battezzati un cratere sulla Luna, un cratere su Marte, la divisione degli anelli di Saturno, una regione su Giapeto e l'asteroide 24101. Cassini è anche il nome della missione spaziale diretta su Saturno e Titano. Portano il nome di Cassini anche l'Osservatorio Astronomico dell'Università di Bologna, a Loiano, e l'Osservatorio Astronomico comunale di Perinaldo, realizzato tra il 1988 e il 1989