Charles Messier
Nato il 26 giugno 1730 a Badonviller, cittadina del Nord-Est della Francia, Charles Messier, decimo di dodici fratelli, rimase orfano quando non aveva ancora undici anni.
A ventuno anni decise di abbandonare la propria casa nativa per trasferirsi in città in cerca di fortuna, senza altra raccomandazione se una scrittura chiara e leggibile e qualche rudimento di disegno.
Arrivato a Parigi, Messier venne assunto dall'astronomo Joseph Nicolas Delisle (Parigi 1688-1768) possessore di un osservatorio privato, presso l'Hôtel de Cluny. Messier fu incaricato di tenere i registri delle osservazioni, ma, innanzitutto, di copiare una mappa della Grande muraglia cinese e una pianta di Pechino. Lavorando presso questo osservatorio, Messier si ricordò del piacere che aveva provato nell'osservare la cometa del 1744, una delle più curiose tra quelle dell'epoca, e l'eclisse di Sole del 1748, che fu fattore scatenante della vocazione di Lalande e Maskelyne (Londra 1732-Greenwich 1811). Seguendo gli insegnamenti di Delisle e di Libour, si avvicinò all'uso degli strumenti astronomici e all'osservazione delle comete e delle eclissi, cominciando così ad osservare il cielo.
LA COMETA DI HALLEY
La Cometa di Halley
Sin dalla fine del 1753, scrive Messier nelle proprie memorie: "iniziai ad essere ben esercitato in quel genere di lavori che più mi si confacevano", e ai quali avrebbe poi dedicato l'intera vita. In quel periodo l'attenzione degli astronomi era puntata sul primo ritorno di una cometa previsto da Halley per il 1758. Nelle Memorie della società astronomica di Francia del 1760, vi è un passo in cui Delisle, parlando a nome di Messier, racconta i preparativi fatti per individuare la cometa prima degli altri astronomi, vantandosi del successo. Nel 1531 la cometa era stata avvistata 18 giorni prima del perielio, nel 1607 si vide 33 giorni prima e, nel 1682, 24 giorni prima. In queste tre apparizioni della cometa, nessuno la cercava e la si scoprì quando era già molto luminosa e appariscente. Delisle ipotizzò che con il telescopio si sarebbe potuta vedere almeno un mese prima del perielio. Per facilitare la ricerca, egli calcolò, sulla base degli elementi orbitali determinati da Pingré, il percorso che avrebbe seguito in cielo. Messier realizzò una carta celeste in cui riportò i due percorsi estremi previsti per la cometa, confidando che con tale schema a disposizione avrebbe potuto scoprirla per primo.
Messier mostrò in quella occasione una grande volontà, trascorrendo le notti di quasi 18 mesi nell'alto della torre dell'osservatorio in cerca della cometa in una zona di cielo in cui la stessa non poteva essere (la sua carta era semplicemente sbagliata).
Egli non dice che senza la minima fatica un contadino Sassone di nome Palitzsch, nella notte di Natale del 1758, quasi un mese prima di lui, vide casualmente ad occhio nudo la cometa e che alcuni giorni dopo la si osservò anche in Germania. Solo per un insieme di circostanze, e per fortuna di Messier, la notizia non arrivò sino in Francia. Nonostante la scoperta, come ricordava il pronipote dell'astronomo, Delisle per una sua bizzarra forma di gelosia impedì all'allievo di divulgare la notizia del ritorno di un astro così importante, atteso con trepidazione da tutta la comunità scientifica.
IL CATALOGO E L’OSSERVAZIONE DELLE COMETE
La cometa del 1758 è importante per un fatto curioso che sarà determinante per la successiva attività astronomica di Messier e per la sua fama futura. La notte del 28 agosto accadde, infatti, che la cometa, come lui stesso descrisse, entrò nella Costellazione del Toro, passando tra le sue corna e la vide lì, proprio sopra il corno meridionale, poco distante dalla stella Z della costellazione. La vide come una luce biancastra allungata come la fiamma di una candela.
Messier scoprì quella notte la nebulosa del Granchio, che sarà poi catalogata come M1, ossia il primo oggetto del catalogo di oggetti non stellari a cui il francese deve la sua fama tra i posteri.
In quegli anni, possiamo dire per fortuna, l'ormai vecchio Delisle decise di rinunciare alla carriera di astronomo del collegio reale, per dedicarsi interamente ad attività caritatevoli. Non si deve, infatti, credere che Delisle sia stato un individuo avaro e individualista il cui unico interesse fosse ammassare libri e raccogliere testi e osservazioni più per il gusto della rarità che per il loro valore scientifico. Nell'arco della sua vita ebbe modo di svolgere una grossa mole di lavori e di essere maestro di molti personaggi tra cui si ricorda Lalande.
Probabilmente a causa di alcuni approfittatori che abusarono della sua bontà, Delisle finì la propria vita in miseria tanto che quando morì l'undici settembre 1768, gli amici dovettero far colletta per assicurargli un funerale decente. Messier abbandonato a sé stesso poté finalmente dedicarsi con profitto all'attività di ricerca che più prediligeva ed i risultati furono davvero notevoli: per quindici anni scoprì praticamente tutte le comete apparse nel cielo di Parigi e le seguì accuratamente. Il lavoro di Messier continuò per un lungo periodo tra alti e bassi, e molto tempo speso per osservare.
I RICONOSCIMENTI
Nonostante i disagi, Messier osservava costantemente anche durante questi periodi di freddo intenso e le scoperte gli permisero di ottenere rapidamente fama ed onori in ogni parte del mondo. Egli abitualmente riportava il percorso dell'astro su opportune mappe celesti realizzate con estrema cura e precisione, mentre per il calcolo dell'orbita egli aveva creato una specie di società con il presidente dell'Accademia delle scienze Bochart de Saron (1730-1794), suo amico. Uomo di profonda cultura, il Saron si era specializzato nel calcolo delle orbite cometarie; Messier dunque passava al collega le osservazioni dell'astro appena scoperto ed egli, molto rapidamente, ne determinava gli elementi orbitali, informando l'astronomo del cammino seguito dalla cometa dopo il ritorno dall'immersione nei raggi solari, agevolando in tal modo il riavvistamento. La Harpe ci informa del fatto che Luigi XVI chiamava Messier "il furetto delle comete" per la sua innata abilità nello scoprirle.
L'invio della mappa di una delle tante comete da lui scoperte al re di Prussia gli valse la nomina a membro dell'Accademia di Berlino. La raccomandazione di La Harpe in Russia ebbe lo stesso successo e Messier divenne membro dell'Accademia di Pietroburgo, mentre già dal 1758 era membro della Società Reale di Londra.
L'aumento di notorietà portò a Messier anche maggior agiatezza dal punto di vista economico dato che venne nominato astronomo della marina. Quasi ogni nuova scoperta gli valeva l'ammissione ad una Accademia straniera mentre in patria le cose non andavano così bene. La nomina a membro dell'accademia delle scienze di Parigi non gli veniva affatto concessa. Gli si rimproverava di essersi dedicato troppo esclusivamente all'osservazione, trascurando completamente la teoria. Nel resto d'Europa non lo si giudicava così severamente e dopo la morte di La Caille, Messier divenne per tutti il primo astronomo di Francia. Il tempo gli rese comunque giustizia e a poco a poco gli accademici, abituatisi all'idea di conferire il titolo ad un semplice osservatore, si convinsero ammettendolo infine tra loro nel 1770. D'altro canto, egli aveva fatto tutto ciò che umanamente gli era possibile con i modesti mezzi di cui disponeva. Una buona vista, un eccellente telescopio, un orologio a pendolo e poco altro. Ebbene, osservò tutte le comete, le eclissi, i passaggi sul disco del sole di Mercurio e Venere, e li osservò bene!
Il primo lavoro che egli presentò agli accademici di Francia, inserito nel volume delle Memorie dell'Accademia Reale delle scienze del 1771, è dedicato proprio al catalogo intitolato: Catalogo di Nebulose e ammassi di stelle che si sono scoperti tra le stelle fisse sull'orizzonte di Parigi.
Questa prima versione del catalogo conteneva 45 oggetti di cui gli ultimi due, il presepio (M44) e le Pleiadi (M45), essendo già ben noti, furono probabilmente inseriti per arrivare ad un numero tondo.
Messier seguì con attenzione anche i pianeti esterni e quando venne informato da Maskelyne della scoperta di Urano, avvenuta il 13 marzo 1781 da parte di Herschel (Hannover 1738, Slough Buckinghamshire 1822), ne osservò attentamente il cammino tra le stelle comunicando tempestivamente le posizioni a Saron. Fu quest'ultimo che fece la grande scoperta. Non si trattava di una cometa come si era creduto in un primo momento, bensì di un nuovo pianeta, più distante di tutti quelli sino allora conosciuti. Grande merito ad Herschel ma certamente anche ai due francesi. L'osservazione del nuovo pianeta lo tenne occupato per quasi un anno sino a quando non gli accadde un grave incidente. Era il 6 novembre 1781. Recatosi ai giardini di Monceaux con il presidente [Saron] e figli, Messier entrò in una grotta che casualmente aveva attirato la sua attenzione. All'interno di questa, nell'oscurità, distrattamente varcò una porta che apparentemente doveva portarlo in un'altra grotta: era una ghiacciaia. L'astronomo cadde da un'altezza di circa 8 metri su un blocco di ghiaccio. Nell'urto si spezzò entrambe le braccia, un femore, due costole e si ferì alla testa. Malgrado l'abilità del chirurgo suo collega all'accademia che lo curò, la guarigione fu lenta. Tutti gli accademici, di ogni grado, presero parte al suo dolore preoccupandosi di non fargli mancare nulla; successivamente gli fecero anche avere una pensione di mille livree e una gratificazione di 2400. Un anno e tre mesi dopo la caduta, Messier poté rimettere piede sulla torre dell'osservatorio per osservare il passaggio di Mercurio sul disco solare del 12 novembre 1782.
IL PERIODO DELLA RIVOLUZIONE
Arrivò la rivoluzione, Parigi era in subbuglio e i soldi per mantenere gli accademici e i ricercatori in genere sembravano mal spesi. L'Accademia delle Scienze venne soppressa nel 1793 su decreto della Convenzione. I "moderni ciarlatani" - così gli accademici venivano definiti in uno scritto di Marat - venivano privati dei loro privilegi. Agli occhi dei giacobini l'Accademia era solo un centro di corruzione e parassitismo, di intrighi e servilismo verso l'Ancien Régime.
Messier nel giro di pochi giorni si vide togliere la pensione e lo stipendio che riceveva dall'osservatorio della marina che, al tempo stesso, smise di pagare l'affitto del palazzo sede dell'osservatorio dell'Hôtel de Cluny. Messier perse anche l'importante opportunità di essere incaricato di far parte dell'équipe, presieduta da Giuseppe Luigi Lagrange, che doveva uniformare e razionalizzare il sistema di pesi e misure. Il ministro Turgot pensò infatti di sostituire le vecchie unità di lunghezza con una nuova: l'unità di lunghezza doveva essere quella del pendolo il cui periodo di oscillazione è di un secondo esatto. Questa unità ha il vantaggio di poter essere determinato con l'esperimento piuttosto che per confronto con un campione prestabilito, evitando i fastidiosi spostamenti necessari per recarsi ove il campione stesso è conservato. L'idea di Turgot era quella di incaricare Messier per questo importante lavoro ma sfortunatamente, il materiale necessario per gli esperimenti non era pronto e quando lo fu, Turgot non era più ministro.
Per nulla turbato dalla gravosa situazione economica, Messier decise di non cambiare nessuna delle sue abitudini, malgrado l'imbarazzo della posizione in cui si venne a trovare. Furono anni difficili per Messier e per la scienza francese in genere. Ciò nonostante, l'astronomo mise mano ai propri risparmi nella certezza che le pur modeste risorse gli sarebbero bastate per sopravvivere, grazie anche alla parsimonia di cui era capace. Certamente dovette attraversare momenti duri e molte volte fu costretto a chiedere aiuto all'amico Lalande, anche solo per rifornire di olio la lampada che usava la notte per le osservazioni. Nel settembre 1793 Messier scoprì una nuova cometa in Ophiuco. Gli astronomi parigini erano dispersi, rimaneva solo Soron, ma in prigione. Messier riuscì ugualmente a far pervenire le osservazioni al collega il quale, pochi giorni prima di essere ghigliottinato dai rivoluzionari, riuscì a calcolare l'orbita della nuova cometa.
IL PERIODO FINALE
Passata la bufera rivoluzionaria fortunatamente arrivarono giorni migliori. L'Istituto, il Bureau delle Longitudini e la Legion d'Onore, di cui venne successivamente membro, ripararono con abbondanza alle perdite subite e Messier poté usufruire di una serie di agevolazioni che sfruttò per far del bene alla propria famiglia. Dal matrimonio non aveva avuto figli e la moglie era scomparsa ormai molti anni prima, morirono anche il fratello e la sorella che aveva chiamato a vivere con sé; gli rimaneva soltanto una nipote, madame Bertrand. Fu lei che lo assistette negli ultimi diciannove anni della sua lunga vita.
Messier continuò ad osservare senza soste sino all'età di 82 anni, dopo di che la vista gli si abbassò considerevolmente rendendogli impossibile l'osservazione. Gli divenne difficile anche leggere e scrivere in pieno giorno e fu questo fatto che probabilmente gli impedì di riordinare le proprie memorie. Morì nella notte dell'11 aprile 1817, all'età di ottantasei anni.
CATALOGO MESSIER, DATE E SCOPERTE
Nel 1751 parte per Parigi dove arriva in ottobre. grazie alla sua bella calligrafia trova impiego presso per l'astronomo della Marina Joseph Nicolas Delisle. Il suo primo lavoro è quello di copiare una grande mappa della Cina. A seguito della sua attività, viene introdotto presso l'osservatorio dell'Hotel de Cluny da Libour, il segretario di Delisle. Questi gli insegna la meticolosità nella registrazione delle sue osservazioni. Delisle stesso lo introduce nei primi elementi di astronomia e lo convince dell'utilità delle misure delle esatte posizioni in tutte le osservazioni, senza dubbio uno dei preliminari più importanti al successo del suo catalogo. Nel 1754, viene regolarmente assunto come impiegato al Deposito della Marina.
Nel 1757, Charles Messier inizia l'osservazione della cometa di Halley. Il primo rapporto scritto della sua osservazione di M32, una compagna della galassia Andromeda, è dello stesso anno. Il ritorno della cometa di Halley è previsto per il 1758 il che, al tempo, è solo un'ipotesi scientifica. Delisle stesso calcola un possibile percorso dove pensa dovrebbe apparire la Halley e Messier disegna una splendida mappa del percorso stesso. Sfortunatamente, Delisle commette un errore nei calcoli e così Messier guarda sempre nelle posizioni sbagliate. Il 28 agosto 1758 però scopre una macchia simile ad una cometa nel Toro. Chiaramente comprende che la macchia è fissa e non può essere quindi una cometa ma una nebulosa. Il 12 settembre 1758 ne misura la posizione ed in seguito diverrà M1, il primo oggetto nel suo famoso catalogo. In seguito questo oggetto divenne uno dei più interessanti del cielo, il resto di una supernova del 1054, ora conosciuta comunemente come Nebulosa del Granchio.
La cometa di Halley viene finalmente scoperta dall'astrofilo tedesco Johann Georg Palitzch la notte di Natale (25-26 dicembre) del 1758. Messier la trova, indipendentemente, il 21 gennaio 1759, circa 4 settimane più terdi, quando finalmente dubita della correttezza dei calcoli della traiettoria effettuati da Delisle. Peraltro, Delisle non crede all'errore e lo esorta a continuare le osservazioni, rifiutandosi di annunciare la scoperta. Messier, come impiegato fedele afferma: "Ero un servitore fedele di Monsieur Delisle, ho vissuto con lui nella sua casa ed eseguii il suo comando". Quando, il 1 aprile 1759, Delisle finalmente annuncia la scoperta, non viene creduto dagli altri astronomi francesi (forse lo credono un pesce d'aprile).
Il disappunto e la frustrazione del ventottennne osservatore vengono ulteriormente alimentati cosicché da quel momento dedica la sua vita alla caccia di comete. La sua devozione subisce poi di un'ulteriore frustrazione (o forse viene ulteriormente enfatizzata) quando, all'inizio del 1760, Delisle rifiuta di pubblicare la scoperta di un'altra cometa ad opera di Messier.
Poco dopo quell'incidente, Delisle si ritira e Messier continua l'osservazione dall'osservatorio dell'Hotel Cluny; il suo incarico come Astronomo della Marina arriverà molto più tardi, non prima del 1770! Registra la sua seconda "nebula", M2 (scoperta in precedenza da Maraldi), e la segna sulla carta del percorso della cometa di Halley. Nel 1761 osserva il transito di Venere e gli anelli di Saturno. Il 28 settembre 1763, scopre la cometqa 1763 (Messier), ed il 3 gennaio 1764 la seguente cometa 1764 Messier (secondo Don Machholz di terza magnitudine al momento della scoperta). La speranza di entrare nell'Academie Royale des Science francese nel 1763 non trova seguito, con grande disappunto di Charles Messier.
Con la scoperta di un'altra "nebula", il suo terzo oggetto del catalogo (l'ammasso globulare M3) e prima scoperta originale, sembra abbia inizio la ricerca seria nel cielo di questi oggetti, confusi spesso dai cacciatori di comete. Oltre alla propria ricerca, che porta in quell'anno a 19 scoperte originali, utilizza i cataloghi di Edmond Halley (6 oggetti), William Derham (che copiò principalmente il Prodomus Astronomiae) di Hevelius disponibile nella traduzione francese di de Maupertius, e del Catalogo di Lacaille di nebulose australi" del 1755, così come elenchi del Maraldi, de Cheseaux, Le Gentil. In quell'anno cataloga gli oggetti da M3 ad M40 e cerca diverse nebulose inesistenti ma presenti nei cataloghi più datati. (ovviamente senza successo ma si spiega la presenza della stella doppia M40 nel suo catalogo).
Nel dicembre 1764, viene ammesso come membro straniero alla Royal Society di Londra. All'inizio del 1765 scopre l'ammasso stellare M41, una nuova cometa e ne co-scopre un'altra nel 1766. Con l'aumentare della sua fama nel 1769 viene fatto socio dell'Accademia di Berlino del Re di Prussia. Su suggerimento di La Harpe viene nominato anche membro dell'Accademia di S.Pietroburgo in Russia. E' in quell'anno che decide di pubblicare una prima versione del suo catalogo e di aumentare il numero di oggetti, inserendo quelli ben noti da M42 ad M45 (Nebulosa di Orione, il Presepe e le Pleiadi) e scopre una nuova cometa (1769 Messier, la Grande Cometa dell'anno). Infine, nel 1770, viene eletto nell'Academie Royale des Science parigina. Quell'anno scopre anche la cometa Lexell, il cui nome viene dato peraltro non allo scopritore, Charles Messier ma ad Anders Lexell, un astronomo e matematico finlandese che lavora all'Osservatorio di S.Pietroburgo, che ne ha calcolato l'orbita.
Il 10 gennaio 1771, indipendentemente co-scopre la Grande Cometa di quell'anno. Tre notti dopo la presentazione della prima versione del suo catalogo, determina altri quattro oggetti nebulosi: da M46 ad M49. Per due di loro, peraltro, M47 ed M48, non procede con la meticolosità abituale e commette degli errori nella riduzione dei dati posizionali: scompariranno fino all'identificazione del XX secolo. M49inoltre. è la prima galassia dell'Ammasso della Vergine ad essere scoperta. In seguito, il 7 giugno, Messier scopre M62, ma ne misura la posizione solo approssimativamente e non sarà prima del 1779 che includerà questa "Nebulosa molto bella" nel catalogo. Sempre nello stesso anno, Charles Messier viene finalmente eletto ufficialmente "Astronomo della Marina" e gli viene garantito un salario fisso annuale di 1.700 franchi (che verrà incrementato a 2.000 nel 1774).
L'osservazione delle nebulose apparentemente si riduce negli anni seguenti: alla sua lista aggiunge un solo ammasso nel 1772: M50. Nel 1773, scopre la seconda compagna della "nebulosa" Andromeda, M110, ma per ragioni sconosciute non la inserisce nel catalogo. Nel 1774 trova altri due oggetti (M51 ed M52). Il 13 ottobre 1773 scopre un'altra cometa, questa viene trovata quando è "appena visibile ad occhio nudo" (Glyn Jones), o di mag. 4,5 mag (Machholz). Nel 1774 Pierre Mechain viene presentato a Messier da Jerome de Lalande, il principale astronomo francese del tempo: forse sarebbe stato meglio (secondo una congettura di Owen Gingerich) se l'incontro fosse avvenuto in precedenza.
Fino al 1777, Messier non scopre né altre nebulose né altre comete. Nel febbraio di quell'anno, cataloga M53 (ammasso globulare scoperto due anni prima da Johann Elert Bode). Contribuisce anche all'incerta ipotesi dell'esistenza di un pianeta internamente all'orbita di Mercurio quando il 17 giugno riferisce dell'attraversamento del disco solare da parte di diversi piccoli corpi. Aggiunge che quelli osservati potrebbero essere fenomeni atmosferici ma "molto più probabilmente piccole meteoriti".
Nel 1778 aggiunge altre due nebulose: la scoperta originale di M54 ed M55 riportata da Lacaille e cercata invano da Messier nel 1764.
Il 19 gennaio 1779, Messier co-scopre la cometa 1779 Bode, 13 giorni dopo l'avvistamento di Bode del 6 gennaio. Seguendo la cometa, osserva nove oggetti: da (M56 ad M63 nel 1779, M64 nel 1780). Ha luogo una piccola "esplosione" di scoperte quando la cometa attraversa la costellazione della Vergine ed il relativo Ammasso di galassie, osservazioni compiute da Messier, Johann Gottfried Koehler di Dresda e Barnaba Oriani da Milano. Thus Koehler scopre M59 ed M60 l'11 aprile 1779, ma salta M58 scoperto indipendentemente da Messier che osserva anche gli altri due oggetti il 15 aprile. Oriani è il primo ad identificare, il 5 maggio, M61; Messier lo scopre lo stesso giorno ma lo scambia per la cometa il 5, 6 e l'11 maggio quando si rende conto della sua vera natura di nebulosa. Forse traccia una posizione più precisa di M62 scoperta da Messier stesso nel 1771. M63 è la prima scoperta di Mechain (il 14 giugno), che inizia definitivamente le osservazioni e, come Messier, le concentra sull'osservazione e la ricerca di comete.
Owen Gingerich riferisce che Messier, casualmente, scopre M65 ed M66 nel marzo 1780; secondo Kenneth Glyn Jones erano state già scoperte da Mechain. Sebbene nel 1773 tra queste galassie sia passata una cometa, Messier non le vide, forse perché coperte dalla luminosità della cometa stessa. Inoltre, non ne trovò una terza, NGC 3628, di magnitudine visuale 9,5 (ma di luminosità superficiale inferiore alle prime due), che forma con le precedenti un notevole triangolo: chiara indicazione della scarsa potenza dei telescopi dell'epoca. Nell'aprile 1780 osserva altri due oggetti e completa la seconda versione del suo catalogo che contiene gli oggetti fino ad M68 e viene pubblicato nel 1780 nell'almanacco francese Connaissance des Temps per il 1783.
Alla fine dell'agosto 1780 ha inizio un intenso sforzo di Messier, insieme a Mechain, per catalogare altre nebulose. Alla fine dell'anno arriva fino ad M79 scopre una nuova cometa (1780 I Messier, il 27 ottobre). All'aprile 1781 la sua lista arriva al centesimo oggetto. Velocemente, senza una verifica personale, aggiunge altri tre oggetti scoperti da Pierre Mechain (M101--M103) per rendere il catalogo pronto alla pubblicazione finale nel Connaissance des Temps per il 1784 (pubblicato nel 1781). Poco dopo la pubbliazione, l'11 maggio, Messier aggiunge M104 alla sua copia personale del catalogo e probabilmente la posizione, non ancora determinata, di M102 ed M103 così come per la nebulose M97 (adesso M108 ed M109). Una scoperta del marzo 1781 di Mechain, M105, viene tralasciata e dimenticata nel catalogo finale, in luglio Mechain scopre anche un altro oggetto nebuloso, l'attuale M106. Nel 1781 lo stesso scopre anche le sue prime due comete: il 28 giugno ed il 9 ottobre.
Nel frattempo, Friedrich Wilhelm Herschel, astronomo (osservatore e costruttore di telescopi) ed organista a Bath in Inghilterra, scopre il 13 marzo il pianeta Urano. Messier ne ha notizia in aprile e ne inizia immediatamente l'osservazione. Scrive ad Herschel: "Ti rende maggior onore il fatto che nulla potesse essere più difficile che riconoscerlo e non riesco a capire come sia riuscito a riosservare diverse volte questa stella o cometa per i diversi giorni consecutivi necessari a percepirne il movimento, poiché non ha nessuna delle usuali caratteristiche di una cometa". Passa le sue osservazioni al presidente francese de Saron, un buon matematico, ed è tra i primi a calcolare che Urano è un pianeta perché il suo perielio è troppo grande (risultato ottenuto l'8 maggio 1781). Altri, vale a dire Boscovich, Lexell, Lalande e Mechain, ottengono lo stesso risultato e confermano che Urano orbita intorno al Sole oltre Saturno.
Alla fine dell'anno, il 6 novembre, il lavoro di Messier subisce un'interruzione per un terribile incidente quando cade da un'altezza di quasi otto metri in un deposito del ghiaccio a Parc Monceau. Ferito gravemente, viene ricoverato per più di un anno dal 9 novembre 1982. Nel frattempo, nell'aprile 1782, Mechain scopre un'altra nebulosa che diverrà l'ultimo oggetto di Messier: M107. Inoltre il 7 settembre 1782, stimolato dal catalogo di Messier, Herschel inizia il suo esteso censimento di oggetti del profondo cielo. Il catalogo lo ha ricevuto il 7 dicembre 1781 da un amico, il Dott. William Watson, cui era stato spedito da Alexander Aubert. Herschel cataloga 1.000 oggetti del cielo profondo fino al 1786 e nel 1802 arriva ad un totale di oltre 2.500 (alcuni peraltro inesistenti).
Tre giorni dopo il suo ricovero, il 12 novembre 1782, Charles Messier osserva il transito di Mercurio.
Nel 1783, Pierre Mechain comunica a Bernoulli, l'editore del Astronomisches Jahrbuch (l'annuario astronomico NdT) gli ultimi tre oggetti scoperti (gli attuali M105-M107) per includerli (insieme al catalogo di Messier) nell'edizione del 1786. In questa lettera, disconosce la scoperta di M102, dando inizio ad un'aspra controversia ancora aperta sull'identificazione di questo oggetto (se un duplicato di M101 o la possibile identificazione con NGC 5866).
Messier riprende la sua assidua attività osservativa come prima dell'incidente, concentrandosi nuovamente sulle comete. Sembra abbia utilizzato la sua copia personale del catalogo ancora per un certo numero di anni ma, apparentemente, non avrebbe fatto ulteriori tentativi per trovare nuovi oggetti nebulosi e non avrebbe lavorato molto all'ampliamento del catalogo. Probabilmente perché a conoscenza della survey di Herschel, non potendo competere con la sua strumentazione, ne perse l'interesse: forse comprese che i futuri cacciatori di comete avrebbero utilizzato anche la lista di Herschel.
Il catalogo di Messier viene infine corretto dall'identificazione degli ultimi 3 o 4 oggetti mancanti, e portato alla versione attuale con l'aggiunta delle ultime scoperte di Messier e Mechain M104-M109, oltre alla scoperta, non catalogata, di M110 solo nel XX secolo.
La ricerca di comete di Messier porta ad un ulteriore successo il 7 gennaio 1785 quando scopre la 1785 I Messier-Mechain di magnitudine 6,5 che rimane visibile per circa 5 settimane. Mechain ne scopre un'altra l'11 marzo 1785 ed un'altra ancora il 17 gennaio 1786, quest'ultima rappresenta la prima apparizione della cometa Enke, quella con il più breve periodo orbitale conosciuto, di soli 3,3 anni.
Messier viene nominato redattore del Connaissance des Temps nel 1785 e conserva questo incarico per cinque anni, fino al 1790. Un anno più tardi, anche Mechain diviene redattore. Entrambi gli astronomi continuano la caccia alle comete con successo: Messier ne scopre una il 26 novembre 1788 mentre Mechain ne trova un'altra il 10 aprile 1787 e scopre la Tuttle alla sua apparizione il 9 gennaio 1790.
Nel frattempo, la Rivoluzione Francese ha inizio con la presa della Bastiglia del 14 luglio 1789 e culminerà con l'"Anno del terrore" francese a cavallo tra il 1793 ed il 1794. In quell'anno, il re francese Luigi XVI viene ghigliottinato il 21 gennaio e l'amico di Messier, l'ex presidente del parlamento de Saron, il 20 aprile 1794, poco dopo aver calcolato l'orbita della cometa scoperta da Messier il 27 settembre 1793 e dopo che egli stesso gli fa sapere segretamente di aver trovato la cometa lungo il percorso calcolato. Il terrore ha fine quando Robbespierre stesso viene ghigliottinato il 27 luglio 1794. In quel periodo, Messier perde il suo salario, la pensione e deve dipendere da Lalande per l'olio della sua lampada. Mechain è in Spagna ad osservare il meridiano dove scopre un'altra cometa nel gennaio 1793 ma in quell'anno la sua famiglia perde i suoi terreni. Va in Italia e ritorna a Parigi nel 1795. Entra nel Bureau of Longitudes e (insieme a Messier) nella nuova Accademia delle Scienze.
Messier scopre un'altra cometa il 12 aprile 1798. In quell'anno, secondo Glyn Jones, gli muore la moglie; sono stati sempre una coppia devota e Messier era orgoglioso della provenienza da una buona famiglia della Lorena. Non hanno figli. Una maliziosa diceria vuole che la morte della moglie avesse preceduto la scoperta di un'altra cometa e che Messier fosse più dispiaciuto per la mancata scoperta che per la sua disgrazia familiare.
Dopo questo decesso, vive solo per qualche tempo, in seguito convive con una nipote vedova: Madame Bertrand. Mechain nel 1799 scopre altre due comete che anche Messier osserva.
Nel 1801, quando il primo gennaio viene scoperto da Piazzi Cerere il primo asteroide, Charles Messier che ha raggiunto l'età di 71 anni (l'immagine risale all'incirca a quel periodo), prende parte al progetto per osservazione dell'occultazione della stella di prima magnitudine Spica (alfa Virginis) da parte della Luna, il 30 marzo ed il 24 maggio. Charles Messier scopre la sua ultima cometa il 12 luglio 1801, quando co-scopre indipendentemente la 1801 Pons; con questa, il numero delle comete che ha scoperto sale a 19, di cui 13 originali e 6 co-scoperte indipendentemente. E' in quel periodo che sembra sentire la necessità di commentare l'intenzione con cui ha compilato il suo catalogo. Nel Connaissance des Temps per il 1801 sottolinea:
"Ciò che mi ha fatto intraprendere il catalogo fu la nebulosa scoperta sopra il corno meridionale del Toro il 12 settembre 1758, mentre osservavo la cometa di quell'anno. La nebulosa assomigliava talmente alla cometa come forma e luminosità che mi sforzai di trovarne altre, cosicché gli astronomi non confondessero più queste stesse nebulose con le comete che cominciavano a rendersi visibili. Ho osservato ancora con rifrattori più adatti alla scoperta di comete, e questo è lo scopo che tenevo in mente nel corso della compilazione del catalogo.
Dopo di me, il celebrato Herschel ha pubblicato un catalogo di 2.000 (oggetti) che ha osservato. Questo svelare i cieli, fatto con strumenti di grande apertura non aiuta nella analisi attenta del cielo per nuove comete. Il mio scopo perciò, è diverso dal suo ed io ho bisogno solo di nebulose visibili in un telescopio di 60 cm (lunghezza focale). Dalla pubblicazione del mio catalogo, ne ho osservate ancora altre: le pubblicherò in futuro prdinate per ascensione retta per renderne più facile il riconoscimento e, per i cercatori di comete, avere meno incertezze."
Come si sa, Messier non eseguì mai il suo progetto.
Pierre Mechain diviene in seguito direttore dell'Osservatorio di Parigi, carica che copre per diversi anni. Ma, poiché si stava preoccupando della determinazione di alcune latitudini nella sua survey, alla fine ottenne il permesso da Napoleone di estendere la sua ricerca recandosi alle isole Baleari. Lascia Parigi nel 1803. Dopo aver completato parte del suo lavoro, contrae la febbre gialla e muore a Castillion de Plaza in Spagna il 20 settembre 1804.
Nei suoi ultimi anni, Charles Messier riesce ad avere un pò di gloria quando nel 1806 Napoleone stesso lo fregia della Croce della Legion d'Onore. In cambio, l'anziano Messier rovina parte della sua reputazione in un'elaborata monografia, dedicando la Grande Cometa del 1769 a Napoleone che nacque in quello stesso anno divenendo probabilmente l'ultimo astronomo serio a dire che le comete sono annunciatrici di eventi terrestri o, come sentenziato da Admiral Smyth: "L'ultima cometa considerata astrologicamente davanti al pubblico da un astronomo ortodosso".
Successivamente, Messier diminuisce l'attività e l'osservazione senza però cessarla del tutto. Le condizioni del suo osservatorio, in stato di abbandono e privo di fondi per le riparazioni, peggiorano.per poi arrivare alla sua morte nel 1817.