Associazione AstronomiAmo - Base spaziale di Centro spaziale Luigi Broglio
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Centro spaziale Luigi Broglio

Immagine della base di Centro spaziale Luigi Broglio
Immagine della base di Centro spaziale Luigi Broglio

Il centro spaziale Luigi Broglio di Malindi, in Kenya, è un importante centro spaziale italiano al di fuori del territorio nazionale, di proprietà dell'Università Sapienza di Roma e gestito dall'Agenzia Spaziale Italiana.

Attualmente provvede al tracciamento di numerosi satelliti di varie agenzie (la NASA, l'ESA e l'Agenzia Spaziale Cinese.La convenzione intergovernativa tra Italia e Kenya permette lo svolgimento di operazioni di lancio, telerilevamento e acquisizione dati da satelliti.

Il centro spaziale è stato ideato e gestito dal professor Luigi Broglio ed è attivo dal 1966. Luigi Broglio riuscì a realizzare questo eccezionale risultato in virtù non solo del suo indubbio valore scientifico e del suo ruolo di preside della Scuola di ingegneria aerospaziale dell'università "La Sapienza" di Roma e di generale dell'Aeronautica Militare Italiana, ma anche e soprattutto grazie al riconoscimento dei suoi meriti e delle sue capacità da parte degli Stati Uniti che gli concessero la tecnologia dei vettori "Scout" per effettuare i lanci dei satelliti dal centro spaziale.

Nel 2001 alla scomparsa del professor Broglio il centro assunse l'attuale denominazione, quando fu inaugurato col nome di Progetto San Marco.Le piattaforme di lancio sono operative dal 1966, sebbene dal 1988 non abbiano più ospitato lanci di satelliti.

I lanci venivano effettuati attraverso vettori Scout, che Broglio riuscì ad acquisire dalla NASA. La piattaforma principale è stata chiamata "San Marco", ed è destinata ai lanci, mentre le altre due piattaforme ("Santa Rita 1" e "Santa Rita 2") distano dalla prima circa un chilometro e mezzo, e sono destinate al controllo.

Curiosità: Al centro spaziale è stato intitolato un cratere sull'asteroide 25143 Itokawa.

Da questo centro spaziale è stato lanciato anche il primo satellite per studi a raggi X: Uhuru.

Fonte: Wikipedia