La Luna potrebbe muoversi ancora
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L'analisi dei dati del Lunar Reconnaissance Orbiter evidenzia zone e strutture prive di regolite, a testimonianza di una esposizione relativamente recente o addirittura attuale.


Fonte A. Valantinas et al, The origin of neotectonics on the lunar nearside, Geology (2020)


Le strutture prive di regolite che potrebbero testimoniare su recenti movimenti lunari. Credit: NASA
Le strutture prive di regolite che potrebbero testimoniare su recenti movimenti lunari.
Credit: NASA

Una serie di strutture lunari potrebbero raccontare la storia di recenti, se non ancora attivi, movimenti lunari. Movimenti che avrebbero esposto materiale fresco, ancora privo di una copertura di regolite

Si ritiene che la Luna sia morta da tempo ma potrebbe non essere un concetto veritiero visto che il nostro satellite potrebbe, ancora oggi, scricchiolare e spezzarsi e le strutture osservate potrebbero esserne una prova diretta. La regolite, indice del costante bombardamento subito dalla Luna da parte di piccole meteoriti, in genere copre tutta la superficie a parte qualche rarissimo esempio superficiale ma i dati del Lunar Reconnaissance Orbiter hanno evidenziato punti all'interno e nei pressi delle mariae totalmente privi di questa polvere. Si tratta di punti molto giovani visto che il deposito di regolite è pressoché costante e così ci si è chiesti subito come mai la concentrazione di queste strutture sia ben localizzata in determinati punti.

I punti, in numero di 500 circa, sono stati rinvenuti tramite una mappa termica dal momento che le rocce esposte riescono a rimanere più calde, durante la notte lunare, rispetto alle zona coperte di regolite. In genere le zone esposte si trovano sui bordi di antichi bacini da impatto riempiti di lava e potrebbero trovare spiegazioni nell'adattamento al maggior peso della superficie in seguito alla maggior presenza di lava, ma in questo caso le zone più attive sono collegate a misteriosi sistemi di strutture tettoniche sul lato più vicino della Luna, totalmente slegate dai bacini pieni di lava. Una interessante correlazione esiste: nel 2014 il satellite GRAIL della NASA ha scoperto una rete di antichi crolli nella crosta lunare e questi crolli divengono canali lungo i quali il magma lunare poteva fluire a formare profonde intrusioni. Le catene esposte osservate sembrano ricalcare bene le linee di queste intrusioni rivelate da GRAIL.

Da qui l'ipotesi che alcuni movimenti siano ancora presenti e stiano spezzando la superficie, facendo cadere la regolite nelle spaccature e esponendo la roccia sottostante. Queste strutture sono state chiamate ANT (Active Nearside Tectonic System) e i ricercatori ipotizzano che l'attivazione sia giunta miliardi di anni fa da un impatto gigante sul lato distante della Luna.