Il buco nero che creerà un pianeta
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I dati di Chandra raccontano la storia di una gigante rossa il cui nucleo è sopravvissuto a un buco nero, ma il cui futuro è di... pianeta


Fonte Andrew King. GSN 069 – A tidal disruption near miss, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters (2020)


Credit: X-ray: NASA/CXO/CSIC-INTA/G.Miniutti et al.; Illustration: NASA/CXC/M. Weiss; Press Image, Caption, and Videos
Credit: X-ray: NASA/CXO/CSIC-INTA/G.Miniutti et al.; Illustration: NASA/CXC/M. Weiss; Press Image, Caption, and Videos

Il telescopio della NASA Chandra X-ray Observatory racconta la storia di una stella sfuggita alla morte rappresentata da un buco nero supermassivo. Lo scenario è offerto dalla galassia GSN 069, distante 250 milioni di anni luce mentre la "fortunata" stella è una gigante rossa , o meglio lo era. Il buco nero ha una massa di circa 400 mila masse solari, tra i più piccoli nella classe dei buchi neri supermassivi.

Catturata dalla gravità del buco nero, la stella ha visto i propri strati esterni di idrogeno strappati e incanalati verso l'oggetto massivo rimanendo spoglia, esponendo il proprio nucleo e rimanendo nana bianca .

 

Questa nana bianca è sopravvissuta ma non è fuggita, secondo gli scienziati della University of Leicester che hanno ricostruito la storia a partire dai dati a raggi X ottenuti. Ora la stella si trova in orbita ellittica intorno al buco nero, chiudendo un giro ogni nove ore e quindi passando nel punto di periastro (non più di 15 volte la distanza dell'orizzonte degli eventi dal buco nero) quasi tre volte ogni giorno terrestre. Ad ogni giro i detriti stellari vengono strappati e si dispongono a disco intorno al buco nero, rilasciando burst a raggi X che sono proprio i dati finiti nei sensori di Chandra e di XMM-Newton. La coppia, nel punto di maggior vicinanza, dovrebbe essere sorgente di onde gravitazionali.

E il futuro? L'effetto combinato delle onde gravitazionali e le modifiche alla dimensione della stella - legate alla perdita di massa - dovrebbero tendere a circolarizzare l'orbita e a renderla più ampia, facendo diminuire nel tempo anche il tasso di sottrazione di materiale ai danni della nana bianca. In circa un trilione di anni la nana bianca avrà una massa pari a quella di Giove : un modo molto particolare per creare un pianeta .

Sono pochissimi a oggi i casi in cui una stella intrepida è riuscita a raccontare la propria storia dopo l'incontro con un buco nero, anche perché buchi neri più massivi non si accontentano di disporre la stella nella propria orbita mortale ma provvedono direttamente a risucchiarla. L'evento sarà visibile ancora per circa duemila anni, un battito di ciglia a livello cosmologico. 

Se tutto questo è vero, allora anche Einstein avrà il suo bel da fare: il punto di periastro, infatti, dovrebbe precedere e ripetersi ogni due giorni, un fenomeno che può essere misurato e confermato da lunghe osservazioni.