Titano tra dust-devils e crateri vulcanici
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Una atmosfera molto densa e una gravità molto bassa rendono il gas difficile da muovere, eppure potrebbero esserci le condizioni per mulinelli di aria e sabbia a alimentare le dune


Fonte Brian Jackson et al. Dust Devils on Titan, Journal of Geophysical Research: Planets (2020)


Titano passa davanti al pianeta Saturno. Crediti Cassini/NASA/JPL
Titano passa davanti al pianeta Saturno. Crediti Cassini/NASA/JPL

Titano potrebbe avere condizioni meteorologiche ancora più simili a quelle terrestri, tanto da consentire anche la formazione dei dust devils del nostro pianeta , presenti anche su Marte . Se questo fosse vero, questi mulinelli potrebbero alimentare i moti della polvere sulla superficie della luna di Saturno , proprio come sul pianeta rosso.

La sonda Cassini ha osservato dune nella regione equatoriali di Titano dal 2004 al 2017, con una copertura fino al 30% della superficie, ma anche una tempesta di polvere estremamente ampia. La polvere delle dune dovrebbe avere origine da aerosol di idrocarburi provenienti dall'atmosfera di Titano e probabilmente ha una grana più elastica di quella che siamo soliti osservare sulla Terra.

I venti superficiali sono generalmente molto deboli, a meno che non ci sia una grande tempesta e così proprio i dust devils potrebbero rappresentare uno dei maggiori processi di trasporto della polvere. Si formano in condizioni asciutte e calme quando la luce del Sole riscalda il suolo e l'aria prossima alla superficie: l'aumento di calore crea vortici resi visibili dalla sabbia catturata, ma la comprensione dei fenomeni non è ancora compresa fino in fondo soprattutto perché la polvere smossa sembra essere superiore alle attese.

Se strutture simili esistono su Titano, il processo di formazione dovrebbe essere un po' differente: l'atmosfera della luna è una volta e mezzo quella terrestre ma la gravità è soltanto un settimo, il che rende l'atmosfera di Titano difficile da smuovere e proprio per questo i venti dovrebbero essere molto deboli. La composizione vede principalmente azoto ma comprende anche etano e metano, componenti principali del gas naturale. Una conferma alla presenza di dust devils potrebbe venire dalla missione Dragonfly della NASA, prevista per il 2034.

Crateri vulcanici

Strutture simil-vulcaniche sono state osservate nelle regioni polari di Titano dalla sonda Cassini e potrebbero rappresentare la prova di eruzioni esplosive che potrebbero perdurare anche fino ai nostri giorni. Alcune delle grandi depressioni della regione nord-polare, infatti, sembrano a tutti gli effetti dei crateri collassati e anche l'associazione con i laghi polari sembra reggere. Alcuni crateri appaiono decisamente recenti e questo potrebbe quindi essere il segnale di una attività altrettanto recente, se non ancora in corso. A questo si aggiunge la prova di calore interno che si manifesta in superficie come criovulcani creati dallo scioglimento del ghiaccio di acqua (Charles A. Wood et al. Morphologic Evidence for Volcanic Craters near Titan's North Polar Region May 28, 2020, Journal of Geophysical Research: Planets - 2020). 

Crateri su Titano. Credit: Brigham Young University
Crateri su Titano. Credit: Brigham Young University

Allo stesso modo sono state trovate evidenze di macchie chiare sulla superficie di Titano, che potrebbero risalire a laghi ormai prosciugati. Si tratta di macchie scoperte oramai da venti anni e il sospetto c'è sempre stato, ma i dati di Cassini sembrano confermare il tutto aprendo il problema su cosa possa aver prosciugato i laghi (Jason D. Hofgartner et al. The root of anomalously specular reflections from solid surfaces on Saturn's moon TitanNature Communications - 2020).