Aurora UV di Saturno per il finale di Cassini
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Da Cassini ancora tanti dati da elaborare e tra questi le informazioni relative all'ambiente di interazione tra vento solare e campo magnetico.


Fonte A. Bader et al, The morphology of Saturn's aurorae observed during the Cassini Grand Finale, Geophysical Research Letters (2019)


Immagine composita di Saturno con sovrapposizione di una rappresentazione a falsi colori dell'aurora ultravioletta del 20 agosto 2017. Credito: NASA / JPL-Caltech / Space Science Institute / A. Bader (Lancaster University).
Immagine composita di Saturno con sovrapposizione di una rappresentazione a falsi colori dell'aurora ultravioletta del 20 agosto 2017. Credito: NASA / JPL-Caltech / Space Science Institute / A. Bader (Lancaster University).

I dati del Gran Finale di Cassini sono ancora sotto analisi spinta, con particolare riguardo ai tuffi della sonda nella zona compresa tra il bordo interno degli anelli e la superficie planetaria. Proprio questa fase ha consentito di ottenere immagini ultraviolette dell'aurora di Saturno con dettagli senza precedenti. 

Le aurore di Saturno sono create dall'interazione del vento solare con il campo magnetico a rapida rotazione del pianeta e si localizzano nelle regioni polari, con caratteristiche di alta dinamicità e pulsazione. Le nuove immagini offrono dettagli che da lontano non potevano essere scorti ma nonostante questo molte domande restano aperte. Le particelle alla base delle aurore sono molto più energetiche di quelle terrestri ma i meccanismi sottostanti sembrano similari.