La Grande Macchia Rossa non sta morendo
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Uno studio in via di pubblicazione sostiene come ciò che si può vedere a occhio non sia l'unico aspetto interessante per il futuro della Grande Macchia Rossa, che resisterà nel tempo


Fonte DFD2019 Seattle


Immagini che riprendono lo sfaldamento della Grande Macchia Rossa nella primavera del 2019. Crediti Chris Go
Immagini che riprendono lo sfaldamento della Grande Macchia Rossa nella primavera del 2019. Crediti Chris Go

La Grande Macchia Rossa non sta morendo, così come invece le immagini catturate da ricercatori e appassionati sembrano testimoniare. 

Durante la primavera del 2019 in molti hanno fotografato dettagliatamente la Grande Macchia Rossa di Giove, fornendo testimonianza di come parti rosse siano in fase di espulsione dalla famosa tempesta gioviana, tuttavia non esistono prove riguardanti variazioni di dimensione né di intensità e lo studio verrà presentato durante la 72° riunione annuale della Division Fluid Dynamics della American Physical Society a Seattle. 

Ciò che si vede, quindi è solo una parte di ciò che in realtà alimenta e sostiene la Grande Macchia Rossa, una parte peraltro abbastanza normale visto che fenomeni di sfaldamento sono uno stato naturale per un vortice con copertura nuvolosa. La perdita di "fiocchi" può essere legata all'urto con nuvole di passaggio, ma non altera lo stato di salute della Grande Macchia Rossa.

La stessa rassicurazione proviene da stime della sua profondità. Non si tratta di una osservazione semplice, anzi... non si tratta proprio di una osservazione ma di un test di laboratorio che dovrebbe aver ricreato la situazione gioviana. L'atmosfera di Giove è influenzata dalla rotazione del pianeta e dagli strati atmosferici di diversa densità, fattori che si esprimono tramite la forza apparente di Coriolis e tramite la spinta di Archimede. Queste due forze consentono di creare strutture longeve come la Grande Macchia Rossa, ma esistono altre forze indotte dalle bande atmosferiche e che aggiungono uno "sforzo di taglio". Sono proprio queste le forze che sono state simulate, giungendo alla conclusione per la quale nonostante le variazioni morfologiche orizzontali che possiamo apprezzare la Grande Macchia Rossa non è mutata nel piano verticale (Nature Physics - “Remote determination of the shape of Jupiter’s vortices from laboratory experiments” - Daphné Lemasquerier et al.)