Finalmente la stella di neutroni di SN1987A
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Dietro una spessa coltre di polvere, la stella di neutroni si sarebbe manifestata come punto brillante nel submillimetrico agli occhi di ALMA. Conclusa una ricerca trentennale.


Fonte Phil Cigan et al. High Angular Resolution ALMA Images of Dust and Molecules in the SN 1987A Ejecta, The Astrophysical Journal (2019)


Vista ravvicinata delle componenti di SN1987A: gas molecolare di CO in arancione, idrogeno caldo in viola e polvere in ciano. Crediti University of Cardiff
Vista ravvicinata delle componenti di SN1987A: gas molecolare di CO in arancione, idrogeno caldo in viola e polvere in ciano.
Crediti University of Cardiff

Gran parte di ciò che conosciamo sulle esplosioni di supernova lo dobbiamo a SN1987A ma finora non c'era traccia della stella di neutroni creata dalla morte stellare. Per più di trenta anni questo relitto è stato cercato ma mai trovato ma nelle ultime immagini di Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) un team di scienziati dovrebbe aver trovato una condensazione nella nuvola di polvere in grado di emergere per luminosità, in una zona che potrebbe coincidere con la posizione della stella di neutroni. 

La coltre di polvere riesce a bloccare la radiazione della stella in molte lunghezze d'onda ma nonostante questo la banda sub-millimetrica riesce a rilevare un bagliore che rappresenta più di un indizio.

SN1987A è stata avvistata per la prima volta il 23 febbraio 1987 con la potenza di cento milioni di Soli e ha brillato per diversi mesi da una distanza di "appena" 160 mila anni luce, la più vicina morte stellare in più di 400 anni. Da quel giorno è stata sempre studiata in tutte le frequenze. A lungo è stato ipotizzato che la polvere bloccasse la radiazione del resto stellare e oggi potrebbe essere giunta la prova. 

Nel 2020 due team di astronomi hanno sfruttato le osservazioni di ALMA per cercare di confermare questa supposizione proprio nel "blob" caldo posto nel nucleo polveroso della supernova. Il colore rosso nell'immagine che segue mostra polvere e gas caldo al centro del resto di supernova, ottenuto a onde readio con ALMA. Il verde e il blu mostrano lo shock di espansione, con il verde a rappresentare la luce visibile presa da Hubble e il blu quella a raggi X presa da Chandra.

Credit: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), P. Cigan and R. Indebetouw; NRAO/AUI/NSF, B. Saxton; NASA/ESA
Credit: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), P. Cigan and R. Indebetouw; NRAO/AUI/NSF, B. Saxton; NASA/ESA

L'hot spot rinvenuto spossa le previsioni fatte in termini di temperatura e posizione della stella di neutroni, visto che stando ai supercomputer l'esplosione dovrebbe aver scalciato la stella di neutroni dalla posizione originaria con velocità di centinaia di chilometri al secondo, fino a giungere proprio lì dove oggi esiste questo bozzolo caldo. La temperatura, per suo conto, è prevista sui 5 milioni di gradi, il che si sposa perfettamente con la luminosità del blob. Emissione di neutrini e luminosità del blob, invece, lasciano scartare l'ipotesi del buco nero a favore di una stella di neutroni di 25 chilometri di dimensione, ultradensa e molto calda. (Dany Page et al, NS 1987A in SN 1987AThe Astrophysical Journal - 2020).