Dai problemi climatici terrestri la soluzione per quelli marziani
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Lo studio dell'andamento dei gas serra sul nostro pianeta potrebbe essere di aiuto per installare le prime piccole colonie di visitatori sul pianeta rosso


Fonte Phys


Strato di ozono. Crediti NASA
Strato di ozono. Crediti NASA

Il buco dell'ozono (molecola con tre atomi di ossigeno) sarà totalmente richiuso nel 2050, in uno dei rarissimi casi - finora solo annunciato - di miglioramento climatico. L'annuncio è delle Nazioni Unite.

Strato di ozono ed effetto serra concorrono al controllo della quantità di radiazione ultravioletta solare che raggiunge e che viene mantenuta sulla superficie terrestre, con implicazioni fondamentali sull'abitabilità del pianeta . Questo è vero sulla Terra ma anche su Marte. Sulla Terra quasi tutta la radiazione UV è assorbita dall'ozono, regione che si estende tra 15 e 30 chilometri in altitudine. Da un lato l'ultravioletto produce vitamina D nella pelle umana ma un livello in eccesso causa bruciature, cancro della pelle e cataratta. La formazione dell'ozono è bilanciata da un processo noto come Ciclo di Chapman, nel quale la luce ultravioletta rompe l'ozono stesso in due singoli atomi di ossigeno e una molecola di ossigeno.

Questo equilibrio è stato messo in discussione per la prima volta negli anni Ottanta, determinando come l'uso di alcuni composti chimici come i clorofluorocarbonacei potessero danneggiare notevolmente lo strato di ozono. Nel 1987 venne così applicato il Protocollo di Montreal

L'effetto serra, invece, consiste nel mantenimento di parte della radiazione solare all'interno dello strato atmosferico: la radiazione solare passa in entrata ma non tutta viene rimbalzata verso l'esterno. Questo effetto è causato dalla presenza dei così detti gas-serra in atmosfera , tra i quali il più noto è l'anidride carbonica ma tra i quali sono presenti anche metano e ossido di azoto. Anche vapore acqueo e ozono sono gas serra. L'effetto serra è sempre visto come effetto negativo ma in realtà se non esistesse la temperatura media del pianeta non sarebbe di 14°C come oggi ma di -24°C, rendendo la vita odierna impossibile. Il problema è l'aumento dei gas serra indotto dalle attività umane, trasformato in un serio pericolo in grado di portare a un innalzamento incontrollato delle temperature medie.

Chi vorrà colonizzare Marte in futuro dovrà scontrarsi, invece, con il problema opposto: sul pianeta rosso l'effetto serra è fortemente limitato dalla sottile atmosfera, al punto che anche liberando in aria tutta l'anidride carbonica contenuta nelle rocce marziane non si raggiungerebbe il grado di concentrazione richiesto per generare un effetto serra favorevole al mantenimento di un pianeta caldo abbastanza da viverci. Il sottile strato di ozono e la sottilissima atmosfera - inoltre - lasciano passare gran parte dell'ultravioletto solare, al punto che i primi centimetri di terreno marziano vengono sterilizzati una volta al giorno con conseguente distruzione di molecole complesse utili alla vita.

Una soluzione avanzata già da anni è l'installazione di un magnete gigante nello spazio, vicino Marte, per proteggerne l'atmosfera mentre un lavoro più recente suggerisce l'uso di un aerogel di silicati a copertura delle regioni superficiali, come uno strato di ozono artificiale. Questo strato farebbe scaldare il suolo fino al superamento del punto di freezing dell'acqua e ponendo questo strato sopra le aree ricche di ghiaccio aiuterebbe a favorire la crescita delle piante.

Non si tratta di un processo che da solo possa determinare il terraforming di Marte, visto che l'atmosfera viene costantemente persa dal pianeta rosso a causa del vento solare, ma aiuterebbe a ottenere un clima meno ostile su piccola scala.