Dove atterra ExoMars
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Una nuova tecnica consente di ottenere il massimo della risoluzione per la zona di atterraggio del rover di ExoMars: 25 centimetri per pixel


Fonte EPSC


 

Rendering della zona di atterraggio di ExoMars. Crediti NASA
Didascalia

La zona di atterraggio su Marte del rover di ExoMars Rosalind Franklin è stata ribattuta con accuratissimi modelli tridimensionali (DTMs - Digital Terrain Models) in grado di ottenere una risoluzione di 25 centimetri per pixel. Il tutto allo scopo di comprendere meglio le caratteristiche del luogo sul quale il rover andrà a atterrare e muoversi.

Per migliorare i risultati è stata implementata una nuova tecnica che integra dati atmosferici in scenari digitalizzati basati sulle immagini di HiRISE, camera a bordo di Mars Reconnaissance Orbiter, come presentato durante EPSC a Ginevra. Le immagini di HiRISE consentono già di ottenere una visione tridimensionale grazie a coppie di foto ottenute da angolazioni differenti ma il nuovo algoritmo "Shape for Shading" riesce a scendere in dettagli ancora migliori: l'intensità della luce riflessa è traslata in informazioni riguardanti le strutture superficiali, integrate poi nelle immagini alla ricerca della migliore risoluzione possibile.

La zona scelta per l'atterraggio, Oxia Planum, è abbastanza liscia al fine di minimizzare i rischi dell'operazione, contiene minerali di argilla e strutture create da antichi fiumi.