Esplosioni di azoto per i laghi di Titano
loading

Per i laghi minori del satellite di Saturno, la sonda Cassini riporta dati che lasciano pensare a un ciclo di ere glaciali con conseguenti esplosioni dall'interno in grado di scavare gli attuali bacin


Fonte Possible explosion crater origin of small lake basins with raised rims on Titan, Nature Geosciences (2019)


Rappresentazione artistica dei laghi di Titano
Rappresentazione artistica dei laghi di Titano

Titano è l'unico corpo del Sistema Solare che, insieme alla Terra, possiede liquidi in superficie. Liquidi rappresentati, però, da idrocarburi e non da acqua. Molti modelli a oggi esistenti, relativi all'origine dei laghi di Titano, mostrano come il metano vada a dissolvere il substrato roccioso della luna scavando riserve che si riempiono, poi, di liquido. Questo potrebbe essere rappresentativo dell'origine di alcuni laghi con confini netti (modello carsico). Nuovi modelli, adatti ai laghi minori, capovolgono la teoria proponendo sacche di azoto liquido nella crosta riscaldata del satellite , con conseguente trasformazione in gas esplosivo tale da far esplodere i crateri, riempiti in seguito da metano liquido. Questa teoria spiegherebbe anche come mai alcuni laghi minori, nei pressi del polo nord (esempio Winnipeg Lacus) appaiano circondati da bordi molto ripidi di diverse centinaia di piedi di altezza. 

I dati radar ottenuti dalla sonda Cassini durante il Grand Finale hanno portato a questo nuovo modello che si intreccia bene anche con modelli climatici mostranti come la luna potrebbe essere oggi calda rispetto a un passato più o meno recente fatto di ere glaciali. 
Nell'ultimo mezzo miliardo di anni di Titano, il metano ha agito da gas serra mantenendo una temperatura più elevata, anche se ancora fredda per i nostri standard terrestri. Queste ere potrebbero essere cicliche visto che la radiazione solare provvede a rinverdire le scorte di metano. 

Nei periodi più freddi l'atmosfera è dominata da azoto, con piogge e cicli attraverso la crosta ghiacciata e accumuli appena al di sotto la superficie. Questi laghi potrebbero essere un segnaposto di periodi caratterizzati da azoto liquido in superficie e nella crosta.