Una origine comune per le comete
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Uno studio della Leiden University applica modelli chimici a quattordici comete scoprendo come tutte potrebbero essere nate in uno stesso luogo in uno stesso tempo


Fonte Cometary compositions compared with protoplanetary disk midplane chemical evolution. An emerging chemical evolution taxonomy for comets. arXiv:1907.11255


La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Crediti ESA
La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Crediti ESA

Applicando modelli chimici esistenti alle comete studiate nel Sistema Solare , uno studio della Leiden University  è risalito alla previsione della composizione chimica del disco protoplanetario , la cui comprensione può fornire importanti dettagli riguardanti la formazione di stelle e pianeti. Non solo: lo studio si è rivelato molto utile anche per comprendere l'origine delle comete osservate.

Lo sforzo ha puntato a definire l'eventuale esistenza di un "tempo speciale" e di un "luogo speciale" nel giovane Sistema Solare, nel quale i modelli chimici potessero ricalcare i dati delle comete.  Questa "specialità" è stata rinvenuta, con una sorpresa: tutte e quattordici le comete hanno evidenziato uno stesso trend. Un singolo modello si è adattato alla perfezione a tutte le comete, indicando una origine comune. 

Questa origine è un posto vicino al nostro giovane Sole, in un tempo in cui l'astro era ancora circondato da un disco protoplanetario e i pianeti si stavano ancora formando. Una zona intorno al Sole, all'interno di un range in cui il monossido di carbonio diventa ghiaccio, relativamente lontano dal nucleo della giovane stella . La temperatura varia tra 21 e 28 Kelvin (circa -250°C), una temperatura alla quale quasi tutte le molecole sono ghiacciate.
Alcune reazioni avvengono in fase ghiacciata, sebbene molto lentamente con scale temporali tra centomila anni e un milione di anni, e proprio queste possono spiegare il motivo per il quale esistono diverse comete con diverse composizioni. 

Ma come spiegare le differenti orbite? Anche se il luogo di origine è lo stesso (secondo lo studio), le orbite di alcune comete potrebbero essere state disturbate - ad esempio da Giove.
Lo studio pone tra le note il limitato numero di comete osservate, soltanto quattordici, e anticipa di voler estendere il lavoro a un campione molto più ampio. 

Il discorso si fa ancora più interessante considerando come proprio le comete sono le maggiori indiziate per l'avvio della vita sulla Terra.