Rotazione di Saturno e stagioni come possibile legame
loading

La difficoltà nella stima della rotazione di Saturno potrebbe risiedere nella stagionalità sperimentata dal pianeta, fattore nettamente differente rispetto a Giove


Fonte E.L. Brooks et al. Saturn's multiple, variable periodicities: A dual‐flywheel model of thermosphere‐ionosphere‐magnetosphere coupling, Journal of Geophysical Research: Space Physics (2019)


Saturno. Crediti Cassini/NASA
Saturno. Crediti Cassini/NASA

Uno dei misteri più fitti relativi a Saturno riguarda il periodo di rotazione , stimato in 10 ore e 40 minuti in base a segnali radio a bassa frequenza captati dalle sonde Voyager nel 1980 e nel 1981. Dopo 23 anni e 13 anni di osservazione da parte della sonda Cassini, invece, il tempo è risultato variato di ben sei minuti, circa l'1%. 

Si tratta di una variazione che richiede centinaia di milioni di anni e non venti anni come quanto osservato. Al contrario, Giove emette segnali a frequenze maggiori e il suo periodo risulta molto stabile. 

Cosa differenzia i due pianeti, a parte gli anelli, è dato dalle stagioni e proprio qui risiederebbe l'origine della variabilità della rotazione saturniana. Saturno ha una inclinazione di 27° mentre Giove di appena 3°, il che evita a questo ultimo di sperimentare variazioni stagionali. Saturno riceve invece diverse quantità di radiazione nei due emisferi in base al punto orbitale e la radiazione ultravioletta interferisce con il plasma posto negli strati più alti dell'atmosfera.

Un nuovo modello indica come le variazioni in ultravioletto possano creare variazioni di resistenza in grado di rallentare l'atmosfera. Questo cambia il plasma stagionalmente unitamente alle emissioni radio captate.