Kepler-13b rivela la propria stella madre
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Per la prima volta ottenuti i dettagli di un gigante gassoso in un sistema binario, giungendo a comprendere anche intorno a quale delle stelle l'oggetto stia orbitando


Fonte Megan E. Schwamb et al. Col-OSSOS: The Colors of the Outer Solar System Origins Survey, The Astrophysical Journal Supplement Series (2019)


Rappresentazione artistica di Kepler-13AB. Crediti Gemini/J.Pollard
Rappresentazione artistica di Kepler-13AB. Crediti Gemini/J.Pollard

Per la prima volta gli occhi del Gemini North da 8 metri, a Mauna Kea, riescono a rivelare i dettagli di due stelle e un esopianeta , evidenziando senza ombra di dubbio quale delle due sia la stella-madre del pianeta.

Lo strumento di imaging che ha consentito l'osservazione è Alopeke, una camera ad alta risoluzione con la quale è stato osservato il transito dell'esopianeta su una delle due stelle del sistema binario Kepler-13AB. distante duemila anni luce. Finora il dubbio esisteva anche sulla natura dell'oggetto, al limite tra stella di piccola massa (nana bruna ) e hot-Jupiter. Sono state così monitorate entrambe le stelle durante il transito, rivelando la natura del pianeta ma anche migliorando i dettagli per la ricerca di esopianeti, visto che il tutto è avvenuto nel breve lasso di quattro ore di osservazione.

Alopeke raccoglie migliaia di esposizioni da 60 millisecondi al minuto e dopo l'elaborazione fornisce immagini finali prive di turbolenza atmosferica. Metà dei pianeti noti orbita intorno a stelle binarie ma finora non si era mai riusciti a capire a quale delle due stelle il pianeta facesse riferimento. In questo caso è netta la curva di luce della componente A, con un tuffo nella luce blu due volte più profondo rispetto a quello nella luce rossa il che è spiegabile con un esopianeta caldo con atmosfera molto estesa, in grado di bloccare maggiormente la lunghezza di onda più energetica (blu). L'atmosfera sarebbe gonfiata proprio dal calore della stella.