Assorbitori di ultravioletto in atmsofera venusiana
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Dieci anni di osservazioni ultraviolette ottenute da diverse sonde e telescopi terrestri e orbitanti rivelano un legame tra la radiazione solare, particelle assorbenti e alta atmosfera Venusiana


Fonte Yeon Joo Lee et al. Long-term Variations of Venus's 365 nm Albedo Observed by Venus Express, Akatsuki, MESSENGER, and the Hubble Space Telescope, The Astronomical Journal (2019)


Immagine composita di Venere vista dalla sonda giapponese Akatsuki. Crediti JAXA
Immagine composita di Venere vista dalla sonda giapponese Akatsuki. Crediti JAXA

Dell'evoluzione dei pianeti solari, Venere è un capitolo fondamentale poiché, nato come la Terra, si è evoluto in quel che per noi sarebbe un inferno climatico, del tutto simile a quello che stiamo velocemente ricreando sul nostro pianeta .

Come sulla Terra, il meteo venusiano è guidato principalmente dalla radiazione solare ed è profondamente influenzato dai cambiamenti nell'albedo delle nubi che avvolgono il pianeta. Le osservazioni in ultravioletto e la collaborazione tra molti scienziati di diverse nazioni hanno fornito informazioni preziose sui dettagli del meteo e del modo in cui questo venga influenzato proprio dall'albedo. La differenza tra Terra e Venere è che sul nostro pianeta gran parte dell'energia solare viene assorbita a livello terrestre mentre su Venere l'assorbimento avviene tramite deposito del calore nelle nuvole. Proprio queste nuvole presentano delle misteriose macchie scure definite "unknown absorbers", dal momento che si tratta di particelle finissime che compongono le macchie e assorbono la maggior parte degli ultravioletti e parte della luce visibile, influenzando l'albedo e il bilancio energetico. Queste macchie vennero dapprima osservate con telescopi terrestri più di un secolo fa, unitamente alla loro variabilità per distribuzione e constrasto. Si pensò a  particelle di cloruro ferrico, biossido di zolfo e così via ma nessuno di questi elementi, finora, può spiegare appieno la proprietà di formazione e assorbimento. D'altro lato, dimensioni e proprietà di assorbimento sono uguali a quelle dei microrganismi trovati in atmosfera terrestre, il che ha portato a pensare a una origine legata alla vita microscopica. 

Secondo le nuove misurazioni di albedo (ottenute da dati di Venus Express, MESSENGER, Hubble e Akatsuki), prescindendo dalla natura delle particelle, questi assorbitori sconosciuti stanno comunque avendo un ruolo importante sul clima del pianeta. Tra il 2006 e il 2017 l'albedo ultravioletto si è dimezzato prima di iniziare un rimbalzo, provocando variazioni enormi nella quantità di energia solare assorbita dalle nubole e, di conseguenza, nella circolazione atmosferica venusiana. In particolare possono essere spiegate con questa variazione anche le variazioni dell'attività dell'atmosfera superiore, legata alla super-rotazione dell'atmosfera del pianeta rispetto a quella del corpo roccioso stesso.

Esisterebbe quindi un collegamento tra riscaldamento solare e le raffiche che dominano l'alta atmosfera venusiana, con variazioni decadali proprio come quelle terrestri, con una forza di oscillazione tuttavia superiore a quella del nostro pianeta.