Nucleo di Giove espanso frutto di un probabile impatto passato
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Le simulazioni sembrano confermare come l'impatto tra Giove e un protopianeta, risalente a 4.5 miliardi di anni fa, potrebbe aver portato al nucleo meno denso e più grande che vediamo oggi da Juno


Fonte The formation of Jupiter's diluted core by a giant impact, Nature (2019)


Effetti dell'impatto sul nucleo del giovane Giove. Crediti Shang-Fei Liu/Sun Yat-sen University
Effetti dell'impatto sul nucleo del giovane Giove. Crediti Shang-Fei Liu/Sun Yat-sen University

I risultati della sonda Juno riguardo il nucleo di Giove, inspiegabilmente meno denso e più esteso di quanto pensato, potrebbero essere spiegati con una collisione gigante avvenuta tra Giove in formazione e un altro corpo celeste circa 4.5 miliardi di anni fa. A dirlo sono gli astronomi della Rice University e della China's Sun Yat-sen University: Giove dovrebbe aver iniziato la propria vita come un corpo denso, roccioso o ghiacciato, che in seguito ha acquisito una spessa atmosfera dal disco primordiale di gas e polvere. Per giustificare le osservazioni, il nucleo denso deve essersi mescolato agli strati superiori, perdendo in densità ed espandendosi.

Migliaia di simulazioni sono state fatte girare fino a comprendere come una veloce crescita di Giove possa aver disturbato le orbite degli embrioni protoplanetari in fase di formazione. Diversi scenari e angoli di impatto sono stati posti sotto test e in tutti i casi è risultata una probabilità di almeno il 40% per una collisione tra Giove e uno di questi embrioni durante i primi pochissimi milioni di anni. 

Il corpo impattante, denso e ricco di energia, avrebbe agito come un proiettile nell'atmosfera gioviana fino a colpire il nucleo. Il risultato sarebbe un nucleo più diluito. L'unico scenario possibile, per dimensione e angolo di impatto, tuttavia vede un embrione di dieci masse terrestri e una angolazione molto diversa dal passaggio radente. Il materiale più pesante impiegherebbe diversi miliardi di anni per sprofondare di nuovo verso il centro del pianeta e proprio questo renderebbe possibile il nucleo "scoperto" dalla sonda Juno.