Di nuovo gemelli terrestri con il turno della stella di Teegarden
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Nuove analisi e tante ipotesi ancora da provare indicano nei pianeti b e c della stella di Teegarden i corpi celesti più simili alla nostra Terra. Una gara basata purtroppo su troppe ipotesi.


Fonte Amri Wandel et al. On the Habitability of Teegarden's Star Planets, The Astrophysical Journal (2019)


Esopianeti, rappresentazione artistica
Esopianeti, rappresentazione artistica

Altro giro altra corsa: stavolta i pianeti più simili alla Terra sono quelli che orbitano intorno alla stella di Teegarden, secondo due ricercatori della Jebrew University e della Tel Aviv University

Nel 2003 Bonnard Teegarden guidò un team che scoprì la stella che da quel giorno porta il suo nome, una nana rossa di classe spettrale M distante 12.5 anni luce da noi. Da allora la stella è stata studiate unitamente ai suoi pianeti e oggi proprio questi due pianeti - b e c - vengono indicati come i più simili al nostro. 

Entrambi sono vicini alla propria stella, con orbite concluse in 4.9 e 11.4 giorni che ricadono pienamente nella così detta "fascia di abitabilità". Si tratta di pianeti a rotazione bloccata, quindi mostrano sempre la stessa faccia alla propria stella madre. 

Nulla è noto circa la presenza di atmosfera anche se si ritiene "probabile" la possibilità di supportare la presenza di acqua. L'atmosfera è stimata tra un terzo di quella terrestre e diciassette volte più densa di quella necessaria al mantenimento di acqua liquida, un dato effettivamente non proprio preciso.

Le dimensioni sono simili a quelle del nostro pianeta mentre per la temperatura le percentuali indicano un 60% di un livello tra 0 e 50°C per il pianeta b e per un ambiente più simile a Marte per il pianeta c.