Attività mineraria da microbi per recuperare metalli preziosi nello spazio
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Potrebbe sembrare fantascienza ma sulla Terra, oggi, i batteri vengono già utilizzati per estrarre metalli. Una possibile soluzione a problemi di approvvigionamento futuro ma anche alle future mission


Fonte NASA


Rappresentazione di (16) Psyche
Rappresentazione di (16) Psyche

Attraverso i batteri potrebbe essere possibile estrarre metalli dagli asteroidi, secondo uno studio di metà 2019 che parla proprio di bio-estrazione mineraria, qualcosa che - sebbene possa apparire fantascienza - viene in realtà già attuato sulla Terra. La stessa cosa potrebbe essere ripetibile nello spazio.

Sulla Terra il 15% del rame e il 5% dell'oro vengono estratti tramite batteri, in un processo (bio-estrazione) nel quale i materiali sono posti a contatto con acqua e batteri in grado di estrarre quanto voluto dalla roccia. Si tratta di una alternativa, anche più economica, alle forme minerarie "normali" in cui la separazione tra roccia e minerale avviene tramite chimiche aggressive.

Il primo passo sarà verificare le performance del batterio Shewanella Oneidensis per estrarre ferro da campioni lunari, marziani e asteroidali. 
Si tratta di un lavoro importante poiché attualmente sulla Terra esistono 44 elementi chimici in via di esaurimento e fondamentali per molte attività come l'elettronica. E' noto come gli umani tendano a scatenare guerre per accaparrarsi qualcosa di raro e se si pensa, ad esempio, a come l'asteroide  16 Psyche sia in possesso di tonnellate di nichel, ferro e altri metalli preziosi risulta chiaro come il valore di Psyche possa essere superiore alla somma di tutto il denaro circolante sul nostro mondo. 

A parte il lato stupido della Terra, comunque, scorte di metalli in giro per lo spazio potrebbero facilitare il compito di costruire stazioni e sonde anche nello spazio profondo, riducendo il costo dei lanci.