Nuovi esopianeti da record e la possibilità di scoprire la Terra
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TESS e Kepler, con i propri dati, continuano a fornire esopianeti dalle caratteristiche interessanti mentre ci si chiede se l'inquinamento luminoso potrebbe far scoprire la Terra dallo spazio


Fonte R. Luque et al. Planetary system around the nearby M dwarf GJ 357 including a transiting, hot, Earth-sized planet optimal for atmospheric characterization, Astronomy & Astrophysics (2019)


Rappresentazione artistica di esopianeta
Rappresentazione artistica di esopianeta

Un team internazionale di astronomi è riuscito a caratterizzare il primo (potenziale) esopianeta  abitabile: si trova a 31 anni luce di distanza, è una Super-Terra ed è stato scoperto a inizio 2019 nei dati del Transit Exoplanet Survey Satellite (TESS). Il suo nome è GJ 357 d. E' la prima super-Terra abitabile nelle vicinanze e segna la possibilità di ulteriori studi decisamente più approfonditi. La sua scoperta è stata annunciata il 31 luglio 2019 su Astronomy & Astrophysics.

Il nuovo mondo è più massivo del nostro pianeta , ha una atmosfera spessa e potrebbe mantenere acqua liquida sulla superficie. Il sistema si compone di una nana rossa di tipo M la cui dimensione è circa un terzo rispetto a quella del Sole. I pianeti in orbita sono tre ma soltanto il pianeta d è posto nella fascia di abitabilità.

Il pianeta b è una "Terra calda" più grande del 22% rispetto al nostro pianeta. Il pianeta c ha una temperatura di circa 260°F e la sua massa è di circa 3.4 masse terrestri. Il pianeta d orbita intorno alla stella in circa 5.57 giorni alla distanza di un quinto di UA

I condizionali sono tantissimi visto che la fascia di abitabilità è un concetto sempre più vago e meno preciso e che si sta parlando soltanto di stime, ma c'è da scommettere che la notizia verrà presentata con il solito clamore già usato per tanti pianeti a oggi finiti nel dimenticatoio.

 

 

 

 

 

 

Dai dati del satellite Kepler, invece, è derivata la scoperta di una nuova coppia di esopianeti in orbita intorno a una stella nella costellazione del Cancro. I pianeti sono talmente vicini da influenzarsi gravitazionalmente in modo notevole, tanto da poterne definire le masse con una precisione finora mai raggiunta. La stella madre è chiamata K2-146, si trova a 258 anni luce di distanza e subisce cali di luce irregolari. L'irregolarità è legata proprio alla presenza di due esopianeti, il secondo dei quali è il più piccolo. I due pianeti causano una reciproca accelerazione nel momento di maggior vicinanza, un effetto che consentì di scoprire Nettuno a partire dalla posizione di Urano. Entrambi i pianeti sono vicinissimi alla stella, completando una orbita in 3.99 e 2.66 giorni di media. Potrebbero avere un nucleo roccioso e una atmosfera gassosa relativamente spessa, tanto da bloccare la luce stellare (K2-146: Discovery of Planet c, Precise Masses from Transit Timing, and Observed Precession arxiv.org/abs/1907.10620).

Orbita dei due pianeti di K2-146. Crediti NASA
Orbita dei due pianeti di K2-146. Crediti NASA

La Terra potrebbe essere scoperta da altri pianeti?

Inquinamento luminoso e inquinamento elettromagnetico fanno oggi della Terra un luogo meno ospitale, sebbene tutto questo sia frutto di quel che viene chiamato "progresso". Oltre a danneggiare uomo e vita selvatica, questi inquinamenti potrebbero - tuttavia - renderci "visibili" nell'universo da eventuali altre forme di vita evolute come la nostra.

Il segnale inviato nel 1974 da Arecibo da parte del radioastronomo Frank Drake si trova oggi a 45 anni luce di distanza, con stelle ben più vicine. Ad oggi, nonostante siano migliaia i pianeti scoperti e siano tantissime le civiltà che dovrebbero esistere al di fuori del Sistema Solare, nulla è mai stato trovato rendendo sempre più attuale il paradosso di Fermi: se sono così tanti là fuori, dove sono tutti quanti?

Oggi si concorda sul fatto che spedire messaggi ben direzionati sia del tutto inutile mentre potrebbero essere captati i segnali di navigazione, della televisione e internet. Questo segnale emesso va via via diminuendo, grazie a segnali più diretti e all'uso della fibra ottica che soppianta la trasmissione aerea. Ciò che resta visibile, e lo è sempre di più, è proprio la luce artificiale, al sodio a bassa pressione o a LED che sia.

Una Terra rumorosa potrebbe essere osservata dallo spazio esterno
Una Terra rumorosa potrebbe essere osservata dallo spazio esterno