Su altri mondi i cicloni sono possibili al freddo e senza acqua
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Uno studio di laboratorio mostra una grande quantità di cicloni in grado di formarsi in condizioni totalmente diverse rispetto a quanto pensato finora: freddo e assenza di acqua


Fonte Timothy W. Cronin et al, Dry and Semidry Tropical Cyclones, Journal of the Atmospheric Sciences (2019)


Tempesta di sabbia su Marte. Crediti NASA/JPL
Tempesta di sabbia su Marte. Crediti NASA/JPL

Contrariamente a quanto scritto in tutti i testi di scienza atmosferica mai scritti, gli uragani - secondo le nuove simulazioni - possono formarsi in ambienti molto freddi e totalmente aridi. Il clima studiato nella simulazione non dovrebbe riguardare un ambiente come la Terra, soprattutto in un pianeta come il nostro in cui i cambiamenti climatici spingono con forza verso un mondo sempre più caldo, ma la scoperta potrebbe avere implicazioni forti su altri pianeti e sulle proprietà intrinseche degli uragani. 

Lo studio è partito da una domanda: gli uragani hanno davvero bisogno di acqua? La risposta è "no", anche se non nel nostro mondo. Nel mondo che ci vede protagonisti (negativi), gli uragani necessitano di acqua: quando raggiungono la terra muoiono poiché in assenza di acqua evaporano per energia. Un modello realizzato al computer ha privato l'uragano dell'acqua posta alle fondamenta e lo ha freddato. Lo scenario più freddo si è spinto a 240 Kelvin producendo un numero di cicloni impressionante. Tempeste fredde più piccole e deboli rispetto agli uragani terrestri ma con frequenza molto alta. 

Quando la temperatura cala, l'aria può detenere meno acqua il che va a spiegare perché le temperature fredde e le superfici asciutte possano produrre risultati simili negli esperimenti. A 240 Kelvin l'aria può contenere cento volte meno vapre acqueo rispetto alle temperature tropicali moderne. Esiste tuttavia un range di temperature alle quali nessun ciclone si è formato, da 250 a 270 Kelvin. Già a 280 Kelvin l'atmosfera si è riempita di cicloni (convertitore di temperatura).