I campi magnetici di hot Jupiter
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Attraverso osservazioni delle atmosfere stellari tramite telescopi terrestri è stato possibile risalire, sotto determinate ipotesi, alla valorizzazione del campo magnetico degli esopianeti.


Fonte Nature Astronomy - “Magnetic field strengths of hot Jupiters from signals of star–planet interactions” - P. Wilson Cauley


Rappresentazione di un esopianeta. Crediti ESO
Rappresentazione di un esopianeta. Crediti ESO

La prima misurazione dei campi magnetici di esopianeti di tipo hot Jupiter proviene da un campione di quattro corpi celesti, tra i quali quelli in orbita intorno a tau Boo e upsilon And: i valori ottenuti variano tra 20 e 120 Gauss, fino a otto volte il valore fatto registrare da Giove, fino a cento volte quello terrestre. 

Le misurazioni sono basate sull'interazione tra stella e pianeta , ottenute osservando in spettroscopia le atmosfere stellari con telescopi terrestri. Si tratta di misure indirette, rispetto a quelle radio, che dipendono da assunti che vedono la radiazione captata prodotta proprio dall'interazione stessa. 

Si tratta di calcoli i cui risultati ricadono nelle attese dei modelli teorici, basati sul fatto che una parte dell'energia stellare ricevuta dal pianeta venga trasferita negli strati più interni, rafforzando i moti convettivi. 

Calcolare un campo magnetico per pianeti prossimi alla stella centrale come gli hot Jupiter è estremamente arduo ma è anche essenziale per conoscerne la struttura interna.