Il processo bottom-up che ha formato la Via Lattea
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Due popolazioni distinte di stelle che avrebbero origine da una galassia nana e dal nucleo originario della Via Lattea: il mix nei dati di Gaia, satellite ESA


Fonte Nature Astronomy - “Uncovering the birth of the Milky Way through accurate stellar ages with Gaia” - Carme Gallart et al.


Schema della formazione della Via Lattea.
Schema della formazione della
Via Lattea.

Il modello generalmente accettato ma mai dimostrato in tema di formazione delle grandi galassie che vediamo oggi parla di un processo bottom-up che da stelle e gas tende a creare galassie nane le quali, per merger, si fondono poi in galassie maggiori. Proprio così sarebbe nata, ad esempio, la Via Lattea e le misurazioni ottenute dal satellite Gaia di ESA hanno consentito proprio di far luce e ottenere dettagli sui fenomeno di fusione. 

I modelli teorici sono stati confrontati con i dati di Gaia in termini di distribuzione in colore e luminosità (Diagramma HR ) delle componenti stellari della nostra Galassia , principalmente alone e disco spesso. 

L'alone era già scoperto come composto da due diverse componenti stellari, una dominata da stelle azzurre rispetto all'altra e ricondotta poi a una galassia nana scontratasi con la nostra all'inizio della formazione galattica. 

Oggi viene trovata una origine anche alla componente più rossa, risalendo a una età più antica anche rispetto a quella del disco spesso. A differenziare le due popolazioni è la componente chimica: le stelle blu sono meno metalliche rispetto alle rosse.

Ciò che ne deriva, secondo lo studio, è una origine da due distinti sistemi stellari: la galassia nana (Gaia-Enceladus) e il nucleo progenitore della Via Lattea sarebbero i due filoni principali, con il secondo più massivo di quattro volte rispetto al primo e più ricco di metalli. Tre miliardi dopo questa origine, i due sistemi si sono scontrati dando vita a quanto vediamo oggi: alcune stelle del nucleo galattico e tutte quelle della galassia nana avrebbero acquisito velocità simili a quanto oggi ritroviamo nell'alone, dando vita a una struttura sferica. Successivamente, in seguito a ulteriore formazione stellare (6 miliardi di anni fa) e con il deposito del gas residuo nel disco, si sarebbe formato il disco spesso.