Ecco perché abbiamo poche meteoriti carbonacee
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Uno studio basato sui dati di Mascot su Ryugu ed esteso a tutti gli asteroidi di classe C evidenzia una porosità superiore al previsto, aumentando le possibilità di frammentazione in atmosfera


Fonte Nature Astronomy - “Low thermal conductivity boulder with high porosity identified on C-type asteroid (162173) Ryugu” - M. Grott et al.


Regione su Ryugu. Crediti DLR
Regione su Ryugu. Crediti DLR

Uno studio partito dall'asteroide Ryugu, target di Hayabusa2, e esteso a tutti gli asteroidi di classe C, ossia carbonacei, evidenzia come questi corpi celesti siano nettamente più porosi di quanto pensato fino a oggi e proprio a causa di questa maggior presenza di vuoti potrebbero rappresentare un rischio minore per il nostro pianeta in caso di impatto, disintegrandosi più facilmente a contatto con l'atmosfera terrestre. 

A dirlo è il DLR tedesco sulla base di dati di temperatura superficiale ottenuti dallo strumento Mara, un radiometro a bordo di Mascot, il lander sceso sul corpo celeste il 3 ottobre 2018.

Si tratta di un risultato inatteso che vorrebbe dire lasciare alla fascia di pericolo soltanto i frammenti più grandi provenienti da asteroidi di questo tipo, il che spiega anche come mai meteoriti provenienti da asteroidi C siano così rari sul nostro pianeta.