Da Gaia e osservazioni infrarosse la barra galattica in tre dimensioni
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Per la prima volta, tramite un metodo mirato a migliorare la precisione dei dati di Gaia, è stato possibile andare a ricreare un modello tridimensionale della barra al centro della Via Lattea


Fonte F. Anders et al, Photo-astrometric distances, extinctions, and astrophysical parameters for Gaia DR2 stars brighter than G = 18, Astronomy & Astrophysics (2019)


Rappresentazione artistica della Via Lattea secondo i dati di GAIA. Crediti NASA/JPL
Rappresentazione artistica della Via Lattea secondo i dati di GAIA. Crediti NASA/JPL

Dai dati della Data Release 2 (DR2) di Gaia, rilasciata nel 2018, hanno preso vita tantissime nuove misurazioni e uno sconvolgimento di molte sezioni della conoscenza galattica: conoscere con estrema precisione la posizione e il movimento di miliardi di stelle ha consentito anche - unitamente ai dati infrarossi e ottici - di aumentare le conoscenze sulla barra centrale della nostra Via Lattea .

Lo studio ha riguardato in particolare due parametri stellari contenuti nei dati di Gaia: la temperatura superficiale delle stelle e l'estinzione dovuta al materiale interposto tra noi e le stesse. Si tratta di parametri interconnessi e che possono tuttavia essere stimati indipendentemente aggiungendo informazioni extra attraverso l'osservazione in infrarosso della polvere. Tramite un supercomputer battezzato StarHorse è stato così possibile confrontare le osservazioni con i modelli stellari per determinare la temperatura superficiale, l'estinzione e migliorare la misura delle distanze. Tutto questo su circa 150 milioni di stelle, giungendo a miglioramenti anche del 20%. E' stata quindi migliorata la distribuzione stellare lungo la Galassia fino a grandi distanze, coprendo un raggio intorno al Sole da circa 6500 anni luce, consentiti dai dati originari di Gaia, fino a 27 mila anni luce, fino a raggiungere, cioè, il centro galattico.

Finora avevamo soltanto indicazioni indirette riguardanti la barra che corre lungo il centro galattico, derivanti dal moto di gas e stelle, mentre ora per la prima volta è possibile osservare la barra in tre dimensioni basandosi su misurazioni geometriche di distanze stellari. Da qui, si spera, si potrà risalire alla formazione della barra, a oggi misteriosa. 

La terza release dei dati di Gaia è prevista per il 2021 e comprenderà un miglioramento nella determinazione delle distanze per un gran numero di stelle.