Idrogeno ionizzato per la prima volta in una nube freddissima
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Al centro della nostra Via Lattea si osserva per la prima volta la ionizzazione in una nube decisamente fredda. Alla base un processo in grado di bloccare la formazione stellare della nostra galassia


Fonte J. B. R. Oonk et al. Spectroscopy with the Engineering Development Array: cold H+ at 63 MHz towards the Galactic Centre


Radiotelescopi puntati sul centro galattico. Crediti ICRAR
Radiotelescopi puntati sul centro galattico. Crediti ICRAR

Per la prima volta è stato osservato idrogeno ionizzato alle più basse frequenze mai raggiunte verso il centro della nostra Galassia . La scoperta origina da una nube molto fredda (-230°C) e ionizzata, qualcosa mai visto finora e potrebbe dire molto circa la sospensione della formazione stellare . Si tratta di una presenza già teorizzata ma finora mai accertata osservativamente. 

La ionizzazione si verifica in genere in gas molto caldo, quando gli atomi perdono facilmente i propri elettroni, quindi appare davvero curioso osservare gas ionizzato in nubi decisamente fredde. Un fenomeno simile in un ambiente simile richiede forme di energia esotiche come particelle ad alta energia create in onde d'urto di supernovae e buchi neri.

 

L'energia necessaria a ionizzare atomi di idrogeno può penetrare a fondo nella nube. Simili nubi, così fredde, sono le fonti per la formazione di nuove stelle ma nella nostra Galassia sappiamo che il tasso di formazione stellare è molto basso. Forse l'energia osservata agisce da stabilizzatore per le nubi fredde, prevenendo il collasso a formare nuovi astri.

Le osservazioni sono state operate da Enginnering Development Array (EDA), un prototipo dello Square Kilometre Array (SKA).