Voyager e risparmio energetico per continuare il viaggio
loading

Al JPL decidono lo spegnimento del sistema di raffreddamento del sensore di raggi cosmici. Gli strumenti, nonostante il freddo, continuano a lavorare e raccogliere dati.


Fonte NASA


Rappresentazione delle sonde Voyager
Rappresentazione delle sonde Voyager

Le sonde Voyager rappresentano la storia delle missioni dedicate all'esplorazione del Sistema Solare e attualmente la Voyager 1 si trova a 21 miliardi di chilometri di distanza mentre la gemella ha appena superato i 18. Ne abbiamo parlato diffusamente in una diretta di Lift-Off.

La durata è gestita costantemente dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, in grado di sfruttare al massimo i tre generatori termoelettrici radioisotopi (FTG) basati sul decadimento del plutonio-238. Il tempo passa, e così oggi i generatori stessi riescono a produrre soltanto il 60% dell'energia fornita al momento del lancio. Per ottemperare alla perdita di efficienza al JPL decidono quali strumenti spegnere e quali lasciare in funzione.

Nel nuovo piano energetico si è deciso di spegnere i sistemi di riscaldamento dei rivelatori di raggi cosmici (Cosmic Ray Subsystem), fondamentali per capire quando le sonde avrebbero abbandonato l'eliosfera ma attualmente ritenuti superflui. Per un po' di tempo gli strumenti continueranno a misurare raggi cosmici ma sono destinati a spegnersi quando la temperatura si abbasserà ulteriormente. Progettati per lavorare fino a -45°C, i due sistemi stanno lavorando ancora a -59°C.