Vortici da buchi neri a velocità relativistiche
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I dati di Chandra evidenziano come la zona di provenienza della radiazione X intorno a quasar amplificati da lente gravitazionale provenga da una zona molto ristretta, indice di una velocità elevata


Fonte The Astrophysical Journal - “Constraining Quasar Relativistic Reflection Regions and Spins with Microlensing” - Xinyu Dai


Le immagini di Chandra su quattro quasar per misurare le velocità di rotazione degli oggetti. Crediti NASA/Cxc
Le immagini di Chandra su quattro quasar per misurare le
velocità di rotazione degli oggetti. Crediti NASA/Cxc

Che un buco nero , ruotando, trascini con sé il materiale e lo spazio circostante creando giganteschi vortici in grado di surriscaldarsi fino a emettere a raggi X   per attrito è cosa nota. Ciò che ha stupito gli astronomi è scoprire come in alcuni quasar la velocità dei vortici possa raggiungere oltre 70% della velocità della luce.

La misurazione è stata resa possibile da un fenomeno di lente gravitazionale che ha consentito a Chandra X-ray Observatory di osservare al meglio cinque quasar distanti, sfruttando anche una risoluzione in grado di isolare il contributo delle singole stelle che hanno fatto da lente (microlensing).

Proprio grazie al microlensing è stato possibile verificare come la radiazione X provenga da una regione molto più piccola di quanto stimato, il che è indice di una rotazione estremamente più rapida. 

Il quasar Q2237 si mostra come una croce di Einstein perfetta e ha evidenziato una velocità molto prossima alla massima raggiungibile, corrispondente all'incirca 2.5 volte la distanza dell'orizzonte degli eventi . Gli altri esempi ruotano a metà della velocità della luce. Simili velocità dovrebbero derivare dall'acquisizione di materiale a danni di un disco la cui rotazione è solidale, svolgendosi completamente nella stessa direzione.