Il sub-nettuniano con una atmosfera peculiare
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Assenza di carbonio, ossigeno e metano. Abbondanza di idrogeno e elio. La storia di un pianeta privo di una migrazione e rimasto "piccolo" per esaurimento scorte nel disco protoplanetario


Fonte Nature Astronomy - “A sub-Neptune exoplanet with a low-metallicity methane-depleted atmosphere and Mie-scattering clouds” - Björn Benneke et al.


Rappresentazione artistica di GJ 3470b: struttura interna e posizione nel disco. Crediti NASA/ESA
Rappresentazione artistica di GJ 3470b:
struttura interna e posizione nel disco.
Crediti NASA/ESA

Per la prima volta è stata caratterizzata l'atmosfera di un esopianeta di tipo sub-nettuniano, tipologia la cui massa è compresa tra una massa terrestre e massa nettuniana. Si tratta di una tipologia di pianeti che accoglie l'80% (stimato) dei pianeti galattici e lo studio ha riguardato in particolare Gliese 3470b (o GJ 3470b). Il pianeta è stato scoperto nel 2012 e dista 100 anni luce da noi. La sua massa è di 12.6 masse terrestri, orbita intorno a una nana rossa in un periodo di 3 giorni circa.

Osservando tramite Hubble Space Telescope e Spitzer Space Telescope 12 transiti e 20 eclissi, il team di scienziati ha ottenuto una atmosfera del tutto priva di carbonio, ossigeno e metano ma ricca di idrogeno ed elio. Questa peculiare e inattesa composizione lascia pensare che, contrariamente a quanto previsto, questo pianeta sia nato effettivamente nel luogo in cui ora si trova (0.03 UA dalla stella ), senza un successivo processo di migrazione verso l'interno. La sua origine dovrebbe essere stata quella di pianeta roccioso, con una successiva acquisizione di gas dal disco protoplanetario . L'esaurimento di materiale nel disco avrebbe poi determinato il "fallimento" nel raggiungere lo stadio di gigante gassoso, relegando il neo-pianeta al ruolo di sub-nettuniano.

L'assenza di metano rende unico, a oggi, questo pianeta. Una spiegazione potrebbe risiedere in meccanismi di surriscaldamento interni, magari legati a una orbita molto eccentrica e quindi a perentori avvicinamenti alla stella centrale. Il metano potrebbe essere anche distrutto da reazioni chimiche catalitiche, il che potrebbe essere avallato anche da una abbondanza relativamente bassa di ammoniaca.