La prima misurazione termica degli anelli di Urano
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Osservazioni di ALMA e del VLT di ESO riescono a immortalare in luce millimetrica e infrarossa gli anelli di Urano, confermando la natura particolare dell'anello epsilon


Fonte Astronomical Journal - “Thermal Emission from the Uranian Ring System” - Edward M. Molter et al.


Gli anelli di Urano osservati nel 2004 dal Keck Observatory. Crediti: Imke de Pater, Seran Gibbard and Heidi Hammel, Icarus 180, 186-200 (2006)
Gli anelli di Urano osservati nel 2004 dal Keck Observatory.
Crediti: Imke de Pater, Seran Gibbard and Heidi Hammel

Scoperti nel 1977 durante una occultazione di una stella da parte del pianeta , gli anelli di Urano sono visibili da Terra solo ai grandi telescopi come il Keck.

A questo si sono aggiunte le antenne di ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) e il VLT (Very Large Telescope), con osservazioni in banda millimetrica e in infrarosso che forniscono la prima osservazione termica degli anelli.

La temperatura è risultata pari a 77 Kelvin , un valore più alto del previsto in un anello in rapida rotazione . Questo fa pensare a una assenza di polvere di dimensioni del micron.

L'anello epsilon, il più denso e luminoso, è diverso dagli anelli noti nel Sistema Solare : si compone di rocce con dimensioni minime pari a quelle di una palla da golf, contrariamente agli anelli di Giove composti da particelle piccolissime. La composizione degli anelli, inoltre, vede prevalere la polvere negli strati intermedi alle zone più brillanti. Il fatto che manchi polvere nelle zone più dense era già noto dalle osservazioni della Voyager 2 risalenti al 1986. Le parti micrometriche potrebbero essere state spazzate via da qualche processo ancora sconosciuto o potrebbero essersi compattate in oggetti più grandi.

Contrariamente gli anelli di Saturno, quelli di Urano hanno una albedo bassissima e sono molto più stretti, con il più largo che varia da 20 a 100 chilometri di larghezza. Questo potrebbe far pensare a ex corpi rocciosi distrutti dal pianeta.