Siamo polvere di stelle morte sempre di più
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Un nuovo studio di elaborazione dei segnali provenienti dalla polvere mostra come la gran parte del materiale che vediamo intorno a noi sia originato da esplosioni di supernova


Fonte Jan Leitner et al. A new population of dust from stellar explosions among meteoritic stardust, Nature Astronomy (2019)


Il resto della SN 1987A in diverse lunghezze d'onda. I dati di ALMA sono in rosso e mostrano la nuova polvere formatasi al centro del resto. Hubble (verde) e Chandra (blu) mostrano l'onda d'urto di espansione. Crediti ALMA/NASA
Il resto della SN 1987A in diverse lunghezze d'onda. I dati di ALMA sono in rosso e mostrano la nuova polvere
formatasi al centro del resto. Hubble (verde) e Chandra (blu) mostrano l'onda d'urto di espansione. Crediti ALMA/NASA

Al Max Planck Institute hanno studiato a fondo l'emissione e la produzione di polvere in una supernova , scoprendone una quantità decisamente più abbondante di quanto pensato fino a ora. 

La polvere emessa dalle stelle viene sparsa nello spazio e molta polvere del Sistema Solare proviene dalle supernovae, questo è noto oramai da anni. Lo studio ha trovato invece prova di come questa "molta" polvere sia in effetti la "gran parte" della polvere presente. Se finora la quantità era stata sottostimata lo si deve alla mancanza degli strumenti giusti per l'analisi dei dati. Lo sviluppo della Cameca NanoSIMS 50 ha consentito di raggiungere livelli mai raggiunti finora e la nuova tecnologia, basata su spettrometri di massa, è stata in grado di misurare isotopi ad altissima risoluzione. 

E' stato così possibile distinguere quanta polvere provenga da stelle "regolari" e quanta provenga da supernovae