Meteoriti come origine delle nuvole marziane e conferme per le tempeste
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Inserendo la polvere rilasciata dalle meteore su Marte un team di scienziati ha potuto simulare per la prima volta la formazione di nubi a media altitudine per il pianeta rosso.


Fonte High-altitude water ice cloud formation on Mars controlled by interplanetary dust particles, Nature Geoscience (2019)


Il pianeta Marte. Public Domain
Il pianeta Marte. Public Domain

Da anni si osservano le nuvole nella media atmosfera marziana, dai 30 chilometri in su, ma la loro spiegazione non è banale. Uno studio del 17 giugno pubblicato su Nature Geoscience esamina queste accumulazioni e giunge alla conclusione per la quale la loro esistenza si debba a "fumo meteoritico", particelle di polvere ghiacciata create da detriti spaziali che cadono sul pianeta attraverso l'atmosfera, qualcosa che tra l'altro congiunge il pianeta al resto del Sistema Solare circostante.

Se così fosse sarebbe l'ennesima prova di come il clima di un pianeta non sia autodeterminato ma venga a dipendere da molti fattori extra-planetari. 

Le nuvole non si formano da sole ma necessitano di qualcosa che le faccia condensare: sulla Terra, ad esempio, le nuvole basse nascono quando grani di sale marino o di polvere vengono soffiati verso l'alto. Le molecole di acqua si addensano intorno alle particelle aumentando di dimensione fino a formare ciò che chiamiamo nuvole.  Questa tipologia di nuvola, però, non esiste alla media altezza di Marte e questo ha portato a prendere in esame le meteore. 

Circa 2-3 tonnellate di detriti spaziali cade su Marte ogni giorno e queste meteore spezzano l'atmosfera marziana iniettando grandi volumi di polvere. La quantità è sufficiente a spiegare quanto osservato? Entrano in gioco le simulazioni, per mimare i flussi e le turbolenze atmosferiche. Appena sono state inserite le meteore nel modello, la simulazione ha iniziato a formare nuvole che prima non aveva mai formato. Fenomeni simili potrebbero verificarsi sulla Terra in prossimità dei poli.

Si tratta di nuvole molto piccole ma possono comunque avere un grande impatto sulla climatologia marziana visto che possono causare aumenti di temperatura a alte latitudini, portando a variazioni anche di 10°C.

Sarebbe interessante poter effettuare un confronto tra la quantità di nubi e il periodo che vide il passaggio ravvicinato della cometa  C/2013 A1 Siding Springs.

Tempeste marziane

Restando in tema di polvere, un altro studio (Michael Battalio e Huiqun Wang - CfA) ha analizzato otto anni marziani di dati relativamente alle tempeste nella regione Aonia-SolisValles Marineris ottenuti tramite Mars Daily Globe Maps, un progetto di foto quotidiane scattate dal Mars Global Surveyor e dal Mars Reconnaissance Orbiter. Si tratta di una regione molto attiva in termini di tempeste di sabbia e lo studio ha consentito di confermare la teoria che vede le tempeste rigenerarsi in modo autonomo e dividersi in due gruppi. Il primo gruppo ha coperto vaste aree durando più di sei mesi marziani mentre il secondo gruppo è rimasto localizzato e più breve. 

E' stata anche trovata una distinta periodicità tra 15 e 20 giorni marziani nell'attività della tempesta, forse collegata alla periodicità osservata nei meccanismi di trasporto di energia nell'emisfero sud di Marte. L'emisfero sud della Terra ha una oscillazione di venticique giorni.