Dagli esopianeti di Gemini tante novità e qualche azzardo
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I dati ottenuti su trecento stelle mostrano un Sistema Solare ancora unico e offrono spunti sulla formazione delle nane brune. Caratterizzato il pianeta più caldo a oggi scoperto.


Fonte Eric L. Nielsen et al, The Gemini Planet Imager Exoplanet Survey: Giant Planet and Brown Dwarf Demographics from 10 to 100 au, The Astronomical Journal (2019)


Rappresentazione artistica di 51 Eri b. Credit Danielle Futselaar and Franck Marchis, SETI Institute
Rappresentazione artistica di 51 Eri b. Credit Danielle Futselaar and Franck Marchis, SETI Institute

Nell'ambito della formazione planetaria dei giganti gassosi sembra esserci una posizione prediletta, posta tra 3 e 10 UA. A dirlo sono le osservazioni ottenute dal Gemini Planet Imager (GPI), rilevatore a infrarossi montato sul Gemini South da 8 metri in grado di osservare in modo analitico ben cinquecento stelle in una survey del 2019.

Anziché ricercare oscillazioni e movimenti, la GPI Exoplanet Survey (GPIES) ricerca la ripresa diretta dei pianeti bloccando la luce della stella madre. La camera è sensibile al calore dei pianeti di recente formazione e delle nane brune e l'analisi delle prime 300 stelle ha portato già molta carne al fuoco della formazione planetaria: statistiche dettagliate sui pianeti, sulla loro distribuzione di massa e distanze. La survey è iniziata cinque anni fa e ha fotografato, per le trecento stelle analizzate, sei pianeti e tre nane brune. Si stima come il 9% delle stelle massicce abbia giganti gassosi tra 5 e 13 masse gioviane oltre le 10 UA mentre meno dell'1% abbia nane brune tra 10 e 100 UA.

I giganti gassosi diventano più frequenti allontanandosi dalla zona centrale, con un picco tra 3-10 UA, e questo lo sappiamo dai dati di Kepler. Ciò che aggiunge GPIES è un tasso in netta diminuzione tra 10 e 100 UA.

La survey ha scoperto solo un pianeta ancora sconosciuto, 51 Eridani b, con massa pari a tre volte la massa di Giove, e una nana bruna , 2562 B, di 26 masse gioviane. Giganti gassosi sono stati scoperti soltanto intorno a stelle più massicce del Sole. Il team di astrofisici si spinge a sostenere una nascita diversa per pianeti e nane brune, con un processo bottom-up per i primi e per collasso gravitazionale, come le stelle, per le nane brune ma in questo campo la letteratura è davvero molto ampia.

I dati mostrano anche come, ad oggi, il nostro Sistema Solare sia realmente molto diverso da tutti gli altri sistemi planetari scoperti intorno ad altre stelle.

Ancora in tema di esopianeti si segnala la caratterizzazione del pianeta Mascara-2b/Kelt-20b, un hot Jupiter che ad oggi è il pianeta più caldo tra quelli scoperti raggiungendo una temperatura superficiale che sfora i 2000 K. A motivare la temperatura è la vicinanza alla stella. I dati sono ottenuti da Harps-N, spettrografo installato al Telescopio Nazionale Galileo (TNG) alle Canarie (Astronomy & Astrophysics - “Atmospheric characterization of the ultra-hot Jupiter MASCARA-2b/KELT-20b” - N. Casasayas-Barris,).