Un nuovo modello di previsione solare sotto test
loading

Dal 2008 un nuovo modello, generato dalla combinazione di tre dataset diversi, sta dando ottimi risultati in termini di previsioni di Space Weather. Ottimo risultato in vista di Arhemis


Fonte -


Il 13 agosto 2012 un lungo filamento solare è emerso dall'atmosfera della stella rilasciando massa coronale. Crediti NASA Goddard Space Flight Center.
Il 13 agosto 2012 un lungo filamento solare è emerso dall'atmosfera della stella rilasciando massa coronale. Crediti NASA Goddard Space Flight Center.

Gli astronauti delle missioni Apollo 16 e Apollo 17 sono stati fortunati per aver visto la Luna ma anche per aver schivato una tempesta magnetica in seguito a burst solare, in un evento avvenuto proprio tra le due missioni spaziali. Prevedere questo tipo di eventi è sempre più fondamentale sia per le comunicazioni, basate oramai su satelliti in maniera preponderante, sia per la ripresa dei viaggi verso la Luna annunciati dalla NASA con il programma spaziale Arthemis

Le previsioni vedono il prossimo ciclo solare come il più basso degli ultimi duecento anni, in misura dal 30 al 50% più debole del massi dell'attuale ciclo, ciclo atteso a partire dal 2020 con il massimo raggiungo nel 2025. Potrebbe essere una notizia piacevole per i viaggi spaziali visto che un minor numero di macchie solari si abbina a un minor numero di rilasci energetici da parte del Sole. 

La combinazione delle osservazioni del Solar and Heliospheric Observatory (SOHO), del Solar Dynamics Observatory (SDO), entrambi NASA, e del National Solar Observatory dal 1976 ha portato a un nuov modello di previsione, scontrandosi sempre con il fatto che l'interno del Sole è abbastanza sconosciuto e che molti parametri non sono osservabili direttamente. A differenza di altri modelli, però, questo nuovo lavoro non prende il numero di macchie solari per rappresentare indirettamente l'attività del campo magnetico solare ma si avvantaggia di osservazioni dirette dei campi magnetici emersi dalla superficie solare, dati disponibili soltanto negli ultimi quattro cicli solari.

Combinando i dati dei tre dataset con le stime dell'attività interna ha generato una previsione disegnata per essere molto più attendibile. Il metodo è stato usato nel 2008 per effettuare le previsione da testare con l'attuale ciclo solare e il test ha fornito ottimi risultati per potenza e tempi.