Anche le stelle come il Sole possono rilasciare superflare
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Secondo uno studio basato sui dati di Kepler, anche le stelle di 5 miliardi di anni possono dar vita a giganteschi rilasci energetici. La media parla di uno ogni poche migliaia di anni.


Fonte Yuta Notsu et al. Do Kepler Superflare Stars Really Include Slowly Rotating Sun-like Stars?—Results Using APO 3.5 m Telescope Spectroscopic Observations and Gaia-DR2 Data, The Astrophysical Journal (2019)


Rappresentazione di un superflare. Crediti NASA, ESARappresentazione di un superflare. Crediti NASA, ESA
Rappresentazione di un superflare. Crediti NASA, ESARappresentazione di un superflare. Crediti NASA, ESA

I superflare sono eventi che si verificano quando le stelle, per motivi ancora sfuggenti, espellono enormi quantità di energia , tali da mostrarsi a distanze di centinaia di anni luce. Ciò che risalta negli ultimi lavori è come questi superflare non siano più, come ritenuto finora, fenomeni esclusivi di stelle giovani e attive ma anche di stelle anziane e calme come il nostro Sole, sebbene con una frequenza decisamente più bassa. Un superflare ogni poche migliaia di anni.

Un eventuale superflare sul Sole genererebbe probabilmente una gigantesca onda di radiazione energetica, in grado di distruggere ogni dispositivo elettronico sul pianeta e in orbita , causando blackout di rilievo mondiale. Lo studio non esclude la possibilità di un superflare nel prossimo secolo o giù di lì, forse perché è rinomato come gli articoli catastrofici siano sempre i più cliccati.

Una prova di superflare su stelle paciose viene comunque dal Kepler Space Telescope, lanciato nel 2009 dalla NASA e oggi dichiarato defunto. In alcuni casi, la luce di stelle distanti ha subito violente impennate. Superflares, appunto.

Sul Sole i flare comuni sono una attività normale ma i dati di Kepler hanno mostrato tutt'altro ordine di fenomeno, in misura da centinaia a migliaia di volte i valori abituali. Sono stati analizzati i superflare di 43 stelle simili al Sole giungendo a una statistica rigorosa. Il risultato mostra che, in effetti, l'età ha importanza: le stelle giovani tendono a produrre la maggior parte dei superflare, con un tasso di un evento ogni settimana, ma le stelle più antiche, come il Sole, non sono esenti da attività simili, presentando il conto una volta ogni poche migliaia di anni.

"Il problema non è se, ma quando" è una frase che molto spesso si ripete in astronomia. Se un evento solare simile si fosse verificato un millennio fa, probabilmente non ci sarebbero state gravi conseguenze. Oggi, invece, tutto è basato sull'elettronica quindi occorre sicuramente cercare una protezione alle comunicazioni.

Il flare nel prossimo secolo, ovviamente, serve per il titolone.