Esopianeti e abitabilità tra tutto e il contrario di tutto
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Mentre ESO insiste nella presunta abitabilità dei pianeti del sistema Alfa Centauri, da immortalare direttamente, altri studi stringono notevolmente le condizioni di abitabilità planetaria.


Fonte Edward W. Schwieterman et al. A Limited Habitable Zone for Complex Life, The Astrophysical Journal (2019)


I telescopi del VLT. Crediti ESO
I telescopi del VLT. Crediti ESO

Prima luce per lo strumento NEAR (Near Earths in the AlphaCen Region), strumento di ESO finalizzato alla ripresa diretta dei pianeti in orbita "abitabile" intorno alla stella  Alfa Centauri, la più vicina a noi. Lo scopo di ESO, non privo di fascino mediatico viste le tante speculazioni circa la fascia di abitabilità, è stato sviluppare questo "plugin" per il VLT al fine di rintracciare eventuali pianeti orbitanti intorno alle stelle simil-solari di Alfa Cen. Le osservazioni, basate sull'infrarosso vicino e termico, sono iniziate con la fine di maggio e si concludono il giorno 11 giugno.

Intorno alla stella Proxima Centauri, nel 2016, fece tanto scalpore mediatico un pianeta presunto gemello della Terra ma a tutti gli effetti di simile con il nostro pianeta c'era molto poco. Ad oggi non è neanche noto se la coppia A e B del sistema possa offrire condizioni stabili per un pianeta, quindi l'unico modo sicuro è andare a osservare in via diretta. Cosa tutt'altro che semplice ovviamente, vista la poca luce attesa dai pianeti rispetto all'abbagliante luminosità delle stelle madri. Come soluzione è stato studiato un coronografo a infrarossi termici, in grado di bloccare la luce stellare e catturare la luce planetaria. A questo si unisce un sistema di ottica adattiva in grado di eliminare le distorsioni introdotte dall'atmosfera terrestre. 

Tutto questo mentre il concetto di fascia di abitabilità perde sempre più le proprie fondamenta: un nuovo lavoro della UC Riverside scopre infatti come i gas tossici nelle atmosfere di molti pianeti, posti in fascia di abitabilità, renda questa abitabilità estremamente più difficile. La fascia di abitabilità è definita come il range di distanze alle quali la radiazione stellare ricevuta da un pianeta consente il mantenimento di acqua liquida superficiale, il che vale per forme di vita come i microbi ma non è affatto sufficiente per animali né umani né, ad esempio, spugne. I livelli previsti di alcuni gas tossici, infatti, stringono notevolmente la fascia di abitabilità fino, in alcuni casi, a eliminarla del tutto. Ne segue come ecosistemi complessi come il nostro non possano esistere in gran parte delle regioni delle zone abitabili tradizionalmente intese.

Fascia di abitabilità e gas nocivi.
Fascia di abitabilità e gas nocivi.

Simulazioni al computer centrate su clima e fotochimica relativamente a una varietà di pianeti hanno evidenziato come l'anidride carbonica, ad esempio, diventi un fattore essenziale per mantenere la temperatura abitabile nelle zone più esterne della fascia di abitabilità, con ovvie conseguenze per l'effettiva respirabilità dell'atmosfera. Per avere acqua liquida superficiale ai bordi più esterni della fascia, quindi, occorre scendere a patti con i polmoni, necessitando di una quantità di anidride carbonica decine di migliaia di volte maggiore rispetto a quella terrestre. Livelli intollerabili per la specie umana. La fascia di abitabilità "reale" sarebbe quindi circa un terzo di quella finora indicata, quando va bene, visto che in altri casi potrebbe sparire del tutto. E la cosa bella è che a sparire sia la fascia intorno a TRAPPIST-1 e Proxima Centauri (proprio il gemello!): la radiazione ultravioletta emessa dalle stelle può portare infatti a concentrazioni molto elevate di monossido di carbonio, anch'esso nocivo. Questo elemento si lega all'emoglobina impedendo il trasporto di ossigeno anche nel caso di piccole quantità. Sulla Terra il Sole genera reazioni chimiche in grado di distruggere rapidamente il monossido di carbonio ma su stelle come le nane rosse indicate questo non si verificherebbe. Alcuni microbi potrebbero svilupparsi, ma nulla di più evoluto.