Meteoriti da flyby di oggetti eruttivi
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Un nuovo studio cerca di trovare una spiegazione alla presenza di condruli all'interno di meteoriti. Le analisi che seguiranno diranno se il modello potrà andare avanti o fermarsi qui.


Fonte Phys.org


Pioggia meteorica
Pioggia meteorica

Il 26 aprile 1803, nel cielo della Normandia in Francia, si registrò una pioggia di più di tremila rocce imputate allo spazio dall'Accademia francese delle Scienze.

Ogni giorno la Terra viene colpita da rocce spaziali, con una massa media di circa 50 tonnellate al giorno. Si tratta di meteoriti, facili da rinvenire nei deserti e in Antartide. Nonostante questa abbondanza non vi è ancora consenso assoluto sulla formazione della maggior parte dei meteoriti tanto da far nascere una nuova teoria legata alla formazione del Sistema Solare .

Circa il 10% delle meteoriti è composto da ferro puro, con una formazione che segue un processo a più fasi che parte da un asteroide abbastanza grande da creare una diversificazione facendo sprofondare il ferro verso la zona più interna. Si costruisce così un nucleo di ferro simile a quello terrestre. Dopo la solidificazione, il corpo celeste può essere frantumato in meteoriti da collisioni con altri oggetti. I meteoriti di ferro hanno la stessa età del Sistema Solare e dimostrano come i grandi asteroidi si siano formati molto rapidamente.

L'altro 90% dei meteoriti è dato dalle condriti, piane di minuscole sfere di roccia chiamate condruli. Nessuna roccia terrestre possiede elementi di questo tipo il che rende evidente come i conduli si siano formati nello spazio durante un breve periodo di intenso riscaldamento, con temperature che raggiunsero il punto di fusione della roccia (3.000°F) per un periodo inferiore all'ora.

Molte ipotesi sono state avanzate negli ultimi quaranta anni, senza raggiungere consenso sulla natura di questo istantaneo riscaldamento.

La nuova idea è relativamente semplice, secondo gli autori: la datazione radioattiva di centinaia di condruli mostra una formazione risalente a un'epoca tra 1.8 e 4 milioni di anni dopo la formazione del Sistema Solare, circa 4.6 miliardi di anni fa. Durante questo periodo, gli asteroidi totalmente fusi, progenitori dei meteoriti ferrosi, erano molto abbondanti. Le eruzioni vulcaniche su questi asteroidi hanno rilasciato enormi quantità di calore nello spazio circostante e qualsiasi oggetto più piccolo in passaggio durante una eruzione avrebbe sperimentato una esplosione di calore breve e intensa.

Le condizioni sono state dapprima teorizzate e poi riprodotte in laboratorio a Wesleyan, con risultati abbastanza confortanti. E' stata aggiunta un po' di polvere fine alle rocce terrestri con composizione simile alla polvere spaziale, inserendo tutto in una fornace a temperatura prevista. E' risultata una sfera proprio uguale a quelle delle condriti. In realtà, tuttavia, si è trattato di un esperimento molto localizzato su una porzione decisamente piccola di roccia, il che ha portato il team a puntare più in alto estendendo il modello al caso di riscaldamento a distanza di oggetti più grandi. Quando il materiale si avvicina a pochi chilometri da un asteroide caldo, una parte vaporizza come una cometa dando vita a una atmosfera ricca di ossigeno e altri elementi volatili. Un tipo di atmosfera che crea condruli, sulla base di precedenti studi chimici. Pressione del gas e calore dovrebbero indurire l'oggetto in un intero meteorite attraverso un processo di pressatura isostatica a caldo, solitamente utilizzata per la produzione di leghe metalliche. 

Il modello, per la prima volta, collega la formazione di sferette all'indurimento dei meteoriti. Se tutto questo fosse vero, tuttavia, la presenza di condruli dovrebbe essere una eccezione e non la regola visto che si tratta di una formazione legata a un sorvolo ravvicinato di un corpo maggiore: se le analisi mostrano ovunque la presenza di condruli, allora questo modello può essere scartato.