Sole tra onde di Alfvén e modelli tridimensionali
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In attesa dei dati del Parker Solar Probe, si elaborano modelli che vedranno nei dati NASA una conferma o una smentita. E le sonde STEREO si scoprono fonte di modelli tridimensionali di eruzioni


Fonte The Astrophysical Journal Letters - “Strong Preferential Ion Heating is Limited to within the Solar Alfvén Surface” - Justin C. Kasper e Kristopher G. Klein


Rappresentazione artistica di onde di Alfvén. Crediti: Michigan Engineering
Rappresentazione artistica di onde di Alfvén. Crediti: Michigan Engineering

In attesa dello studio operato in loco dal Parker Solar Probe, continuano i tentativi di spiegare il surriscaldamento della corona solare fino a milioni di gradi a fronte di una superficie posta a "appena" 5.500°C. Si tratta di uno dei misteri più interessanti dell'astrofisica solare, un mistero che dura da circa ottanta anni e che verte sui processi in grado di innalzare la temperatura a livelli simili. 

Non è novità del presente lavoro indicare nelle onde di Alfvén una delle possibili concause, se non la maggiore: si tratta di onde magnetoidrodinamiche, caratteristiche di un fluido carico come il plasma , create da oscillazioni di particelle in un campo magnetico . Novità dello studio è invece quella di indicare il periodo più favorevole alle osservazioni del Parker Solar Probe: particelle diverse verrebbero riscaldate a temperature differenti, con gli ioni più pesanti a raggiungere temperature anche dieci volte superiori rispetto a quelle degli ioni di idrogeno coronale.

Il limite di queste zone di riscaldamento si dovrebbe muovere insieme alla superficie di Alfvén, quella entro la quale il plasma è intrappolato dalle onde. Il Parker Solar Probe dovrebbe passare in queste zone nel 2021 e se i risultati andranno a combaciare con le ipotesi, allora il modello potrà dirsi valido.

Sempre per lo studio del Sole arriva un modello tridimensionale in grado di ricostruire i fenomeni di space weather , con particolare riguardo alle onde d'urto prodotte dagli outburst solari. Le sonde STEREO della NASA, lanciate nel 2006, hanno offerto negli anni una grande opportunità di studio del Sole a larga scala: si tratta di due satelliti uguali  dei quali uno guida la Terra durante l'orbita e l'altro la segue. La visione stereoscopica che ne deriva riesce a fornire una trdimensionalità delle eruzioni solari. I ricercatori sono riusciti a stimare con successo l'altezza dell'onda a testimonianza di una nuova possibilità di osservare la propagazione delle onde (Tatiana Podladchikova et al - "Three-dimensional Reconstructions of Extreme-ultraviolet Wave Front Heights and Their Influence on Wave Kinematics", The Astrophysical Journal - 2019).