Niente esolune per J1407b
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Le simulazioni riguardanti gli imponenti anelli del gigante gassoso mostrano come i gap non derivino dalla presenza di una esoluna ancora da scoprire. I luoghi favorevoli alla vita sono evanescenti


Fonte Phil J Sutton, Mean motion resonances with nearby moons: an unlikely origin for the gaps observed in the ring around the exoplanet J1407b, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (2019)


Le lune di Saturno. Crediti Cassini/NASA
Le lune di Saturno e gli anelli del pianeta. Crediti Cassini/NASA

Le esolune, satelliti di esopianeti e quindi di pianeti oltre il Sistema Solare , potrebbero rappresentare il luogo prediletto per la ricerca della vita extra-terrestre, e sinceramente non ci voleva molto a capirlo viste le caratteristiche di molte lune del Sistema Solare.

Ad oggi conosciamo circa quattromila pianeti oltre il Sistema Solare e soltanto una piccola porzione assume le qualità necessarie a una presunta abitabilità. Altri pianeti, come i giganti gassosi, potrebbero tuttavia ospitare lune contenenti acqua liquida, cosa che nel nostro sistema planetario è quasi una regola. Anche queste lune, infatti, potrebbero mantenere un calore interno legato alla gravità impressa dal pianeta al quale orbitano intorno e questo potrebbe favorire il mantenimento di una abitabilità anche al di là della omonima fascia.

Alla ricerca di questo è stato osservato con particolare interesse l'esopianeta J1407b, andando a sondare l'eventuale presenza di gap in possibili anelli, un po' come accade per Saturno. Gli anelli di J1407b dovrebbero essere duecento volte più grandi di quelli di Saturno e le simulazioni hanno tentato di mimare i gap legati a distribuzioni possibili di lune, con relative velocità.

Le simulazioni mostrano come, mentre le lune hanno davvero un effetto di deviazione delle particelle lungo il bordo dell'anello, i gap nella struttura ad anelli non siano causati dalle forze gravitazionali di una luna ancora non vista.

Come si dice, un nulla di fatto.