Alla ricerca di batteri su Marte, tra Etiopia e pasta
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Gli scienziati vedono nel territorio nord etiope un luogo simile a Marte mentre proprio su Marte si cercano batteri in strutture rocciose a forma di pasta.


Fonte B. Cavalazzi et al. The Dallol Geothermal Area, Northern Afar (Ethiopia)—An Exceptional Planetary Field Analog on Earth, Astrobiology (2019)


Nuove ricerche sulla possibile vita marziana
Nuove ricerche sulla possibile vita marziana

Il primo studio di batteri ultra-piccoli presenti nell'estremo ambiente del vulcano Dallol in Etiopia mostra come la vita possa andare avanti in condizioni simili a quelle che caratterizzavano il giovane pianeta Marte: un team dell'Astrobiology Center in Spagna ha trovato batteri Nanohaloarchaeles Order in campioni presi da concentrati saliti depositati da acqua a 89°C e con pH di 0.25. 

I campioni sono stati prelevati durante un viaggio nei pressi del vulcano e della depressione Danakil, nell'Etiopia del nord, a Gennaio 2017. Le precipitazioni di acqua surriscaldata e ricca di sali di diversa tipologia ha creato un paesaggio multicolor fatto di strati gialli, rossi, verdi e blu: i campioni di questi terreni hanno evidenziato la presenza di microbatteri nei laboratori spagnoli: strutture sferiche ad alto contenuto di carbonio, prova di una indiscutibile origine biologica. I microrganismi misurano da 50 a 500 nanometri di diametro e in alcuni casi sono circondati da cristali.

Il vulcano Dallol ha temperature medie annuali da 36 a 38°C, è posto alla fine della Danakil Depression, posta 125 metri sotto il livello del mare. L'attività idrotermale è alimentata dall'acqua scaldata e arricchita in gas dal magma posto al di sotto del vulcano. Somiglianze vengono azzardate con il cratere Gusev su Marte.

Direttamente su Marte, invece,un rover sta cercando forme di vita in rocce simili a pasta. I batteri che controllano la formazione di queste rocce sulla Terra sono antichi e tipici di ambienti aridi, simili alle condizioni marziane. Vengono chiamati Sulfurihydrogenibium yellowstonense e appartengono alla linea che si è evoluta prima dell'ossigenazione della Terra, 2.5 milioni di anni fa. Possono sopravvivere in ambienti molto caldi e a esposizioni ultraviolette in ambienti poveri di ossigeno, sfruttando zolfo e anidride carbonica come fonti di energia.

La particolare forma delle strutture rocciose associate a questi batteri è il risultato dello stile di vita: in flussi veloci di acqua, questi batteri si uniscono in un abbraccio necessario a resistere, dando vita a struttura allungate che, nel flusso, sembrano una bandiera assicurata a un'asta e lasciata al vento (Yiran Dong et al, "Physiology, Metabolism, and Fossilization of Hot-Spring Filamentous Microbial Mats", Astrobiology - 2019)