Ultra Luminous X-ray Pulsar, sono otto
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Le osservazioni ottenute da Swift e dallo strumento NICER a bordo della ISS mostrano un repentino rallentamento nella rotazione della pulsar X ultraluminosa NGC 300 ULX1


Fonte G. Vasilopoulos, et al. NGC 300 ULX1: spin evolution, super-Eddington accretion and outflows. arXiv


Curva di luce a raggi X di NGC 300 ULX1. Crediti Vasilopoulos et al
Curva di luce a raggi X di NGC 300 ULX1. Crediti Vasilopoulos et al

Tramite l'osservatorio Swift della NASA e lo strumento NICER (Neutron Star Interior Composition ExploreR) a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), gli astronomi hanno indagato sulle proprietà della pulsar a raggi X ultraluminosa nota come NGC 300 ULX1. I risultati indicano come l'oggetto abbia sperimentato una evoluzione di rotazione mai osservata prima, con un periodo di rotazione diminuito significativamente durante un periodo di appena quattro anni.

Le Ultra-Luminous X-ray Sources (ULXs) sono sorgenti molto brillanti a raggi X che emettono radiazione superiore a quanto possa emettere un milione di Soli a tutte le lunghezze d'onda. Sebbene siano meno luminose degli AGN , queste sorgenti sono comunque più luminose di qualsiasi processo stellare. Alcune evidenziano pulsazioni coerenti e sono indicate come Ultra-Luminous X-ray Pulsars (ULXPs): stelle di neutroni meno massive di un buco nero . Sono pochi gli oggetti di questo tipo a oggi noti, quindi ogni nuova osservazione è essenziale per una migliore comprensione.

NGC 300 ULX1 si trova a 6.13 milioni di anni luce di distanza, nella galassia a spirale NGC 300. E' stata scoperta nel 2010 e venne classificata inizialmente come supernova per poi essere riclassificata come sistema binario a raggi X di grande massa . A Novembre 2018 la pulsazione ha confermato la natura di ULXP.

Il monitoraggio dell'oggetto è stato costante e ha consentito di ottenere importanti informazioni circa l'evoluzione della rotazione. I dati hanno mostrato un decremento da 126 secondi a meno di 20 secondi in quattro anni, un comportamento coerente con un tasso di accrescimento di massa costante. Il flusso X è calato di un fattore da 20 a 30 rispetto al picco raggiunto nel 2018, forse come risultato di un maggiore assorbimento di materia opaca.

 

SI RIACCENDE UN ULXP NEL PONTE DI MAGELLANO?

Dopo 26 anni di silenzio, una sorgente a raggi X decisamente brillante - con luminosità maggiore a quella di un milione di Soli - torna a splendere tra le Nubi di Magellano a segnare il secondo oggetto in ordine di vicinanza noto a oggi per la tipologia, l'ottavo in tutto. 

L'oggetto si chiama RX J0209.6-7427 ed è stato scoperto per la prima volta durante un burst di sei mesi nel 1993. Inizialmente identificato come sistema binario a raggi X di tipo Be, la sua natura è rimasta un mistero a causa dello spegnimento ma a distanza di 26 anni AstroSat - osservatorio indiano dedicato - ha riscontrato pulsazioni ampie in banda X classificando l'oggetto come Ultra-Luminous X-ray Pulsar (ULXP) grazie a un nuovo burst datato Novembre 2019.

La pulsar si trova sul Magellanic Bridge, uno stream di gas che unisce le due Nubi di Magellano. L'estrema luminosità, racchiusa in un punto di luce in grado di brillare come l'intera galassia , è stata associata a un accrescimento eccezionale intorno al buco nero centrale ma le pulsazioni recentemente scoperte portano a ipotizzare la presenza di una stella di neutroni al posto di un buco nero.

(Amar Deo Chandra et al. Study of recent outburst in the Be/X-ray binary RX J0209.6−7427 with AstroSat: a new ultraluminous X-ray pulsar in the Magellanic Bridge?Monthly Notices of the Royal Astronomical Society - 2020).