Una Luna che si restringe e che vibra
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Ventotto terremoti in pochi anni registrati dai sismografi posizionati dalle missioni Apollo. Otto di questi sarebbero di natura geologica a testimonianza di una Luna geologicamente attiva.


Fonte Shallow seismic activity and young thrust faults on the Moon, Nature Geoscience (2019)


Il restringimento della Luna dovuto al raffreddamento interno. LROC NAC frame M190844037LR; NASA/GSFC/Arizona State University/Smithsonian
Il restringimento della Luna dovuto al raffreddamento interno. LROC NAC frame M190844037LR; NASA/GSFC/Arizona State University/Smithsonian

La superficie della Luna è ricca di faglie generate da restringimento generale, alimentato dal raffreddamento interno. Questo è quanto risulta dall'analisi delle immagini ottenute dal Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA.

Il restringimento è in atto ancora oggi e genera dei terremoti lungo le zone interessate. Proprio per studiare questi movimenti è stato elaborato un nuovo algoritmo per rianalizzare i dati sismici ottenuti dagli strumenti posizionati sul suolo lunare dalle missioni Apollo, algoritmo in grado di fornire l'indicazione accurata dell'epicentro di ben 28 terremoti tra il 1969 e il 1977. I dati georeferenziati sono stati confrontati con le mappe ottenute da LRO e la precisa sovrapposizione degli epicentri con le faglie ha spinto i ricercatori a sostenere come almeno otto dei terremoti siano il risultato di una reale attività tettonica (movimento della crosta) lungo le faglie. Il resto può essere ricondotto a impatti meteoritici.

In particolare, un terremoto del 1975 dovrebbe aver fatto rotolare massi su una parete di un cratere: il sismografo rilevò una scossa superficiale di 4.1 di magnitudo il 3 gennaio del 1975 con epicentro riportato ad alcune piccole faglie sul bordo del cratere Lorentz. Proprio qui sono stati rinvenuti segni di pietre rotolate di recente ma anche in un passato più distante. Sono almeno tre i terremoti dedotti dai sentieri, più o meno sbiaditi, scavati dai massi: il più recente è del 1975, gli altri arrivano a 1.6 milioni di anni fa e oltre (P. Senthil Kumar et al. The Seismically Active Lobate Scarps and Coseismic Lunar Boulder Avalanches Triggered by 3 January 1975 ( M W 4.1) Shallow MoonquakeGeophysical Research Letters (2019)).

Sebbene gli strumenti delle missioni Apollo abbiano registrato l'ultimo terremoto prima del loro ritiro nel 1977, i ricercatori ipotizzano che la Luna stia ancora sperimentando fenomeni simili. Questi strumenti consistono in cinque sismometri posti sulla superficie lunare dalle missioni Apollo 11, 12, 14, 15 e 16. Il primo ha operato per sole quattro settimane ma gli altri quattro hanno registrato 28 terremoti di magnitudine "terrestre" tra 2 e 5. Per gli otto terremoti indicati come interni, l'epicentro ricade entro le 19 miglia dalle faglie, abbastanza vicino per ipoteizzare un nesso causale. Sei degli otto si sono verificati con la Luna prossima all'apogeo , il punto di maggior distanza dalla Terra. Si tratta del punto in cui stress mareale addizionale dalla Terra causa un picco nello stress totale subito dalla crosta lunare. 

Il raffreddamento interno provoca un raggrinzimento della superficie lunare la quale, essendo solida, va a creare degli strati sovrapposti che si presentano come vere e proprie scarpate alte e lunghe. LRO ha immortalato più di 3500 scarpate dall'inizio delle attività, datato 2009. Alcune immagini mostrano discese caratterizzate da macchie brillanti, sintomo di terreno recentemente esposto visto che tendenzialmente il suolo della Luna diviene scuro. Altre immagini evidenziano le tracce del rotolamento di massi, anche questi conseguenza di terremoti. Queste tracce vengono eliminate in tempi geologicamente brevi quindi devono essere per forza relativamente recenti.