Da ASASSN-18tb alle origini delle supernovae Ia
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Osservazioni di una insolita riga di idrogeno nell'esplosione di una supernova Ia potrebbe raccontare insperati dettagli nei processi che innescano queste esplosioni stellari fondamentali


Fonte Juna A Kollmeier et al. Hα emission in the nebular spectrum of the Type Ia supernova ASASSN-18tb, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (2019)


Simpatica ricostruzione delle tre possibili origini dell'idrogeno emesso dalla supernova Ia ASASSN-18tb. Crediti Anthony Piro - Carnegie Institution for Science
Simpatica ricostruzione delle tre possibili origini dell'idrogeno emesso dalla supernova Ia ASASSN-18tb.
Crediti Anthony Piro - Carnegie Institution for Science

Da una supernova con chimica insolita potrebbe venire la risposta a uno dei più lunghi misteri alla base di queste esplosioni. In tal senso le osservazioni ottenute dal Magellan Telescope al Las Campanas Observatory in Cile sulla supernova ASASSN-18tb sono risultate fondamentali.

Si tratta di una supernova Ia, una delle più importanti candele standard per la misurazione delle distanze, quella che valse il Nobel per la Fisica nel 2011. Fenomeni dai quali si creano anche molti degli elementi pesanti che vediamo oggi nella nostra vita di tutti i giorni. Sebbene l'idrogeno sia un elemento molto abbondante nell'universo, nelle supernova Ia non è quasi mai stato osservato come evento conseguenziale e proprio questa mancanza di idrogeno è un segno distintivo delle supernovae di questo tipo. Osservare idrogeno da queste supernovae è quindi un fatto decisamente insolito.

Si racconta sempre come le supernovae Ia derivino dall'acquisizione di massa da parte di una nana bianca ai danni di una stella "normale", acquisizione che porta al superamento del Limite di Chandrasekhar e quindi al crollo strutturale della nana. Si tratta di una idea prevalente ma in realtà il trigger di una supernova di questo tipo non è sgombro di dibattiti decennali. Una delle teorie alternative vede invece la fusione di due nane bianche. 

Una delle chiavi per la comprensione è senza dubbio l'analisi chimica dei fenomeni osservati: negli anni recenti gli astronomi hanno scoperto un piccolo numero di supernovae Ia avvolte in ampi gusci di idrogeno ma la supernova ASASSN-18tb ha qualcosa di profondamente diverso e difficilmente spiegabile. Innanzitutto, nei casi precedenti l'idrogeno è stato rinvenuto in galassie molto giovani e ricche di formazione stellare, dove l'idrogeno è molto presente, mentre ASASSN-18tb si trova in una galassia composta in via dominante da stelle antiche. Seconda poi, la quantità di idrogeno espulso da ASASSN-18tb è significativamente inferiore a quella osservata intorno alle altre supernovae Ia, con una quantità pari a circa un centesimo della massa del Sole.

Una possibilità molto eccitante vede questo materiale strappato dalla compagna della nana bianca mentre la supernova va a collidere con essa, il che rappresenterebbe la prima osservazione di questo tipo.