Due tipi di onde per le supergiganti azzurre
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I modelli teorici avanzano l'ipotesi della coesistenza di due tipologie di onde nelle supergiganti azzurre variabili. Ipotesi che sono state confermate dai telescopi NASA. Avvio dell'astrosismologia.


Fonte Low-frequency gravity waves in blue supergiants revealed by high-precision space photometry, Nature Astronomy (2019)


Rappresentazione delle onde di una supergigante azzurra. Credit: Dr Tamara Rogers
Rappresentazione delle onde di una supergigante azzurra. Credit: Dr Tamara Rogers

Le supergiganti azzurre sono le stelle più energetiche dell'universo, stelle massive che vivono velocemente e muoiono giovani risultando di conseguenza decisamente rare e ardue da studiare. Negli ultimi cinque anni un team della Newcastle University, UK, ha creato delle simulazioni finalizzate a spiegare la superficie di queste stelle e proprio la creazione di modelli di funzionamento ha portato a prevedere la presenza di onde di gravità, simili a quelle oceaniche, che vanno a infrangersi in superficie. Oltre a queste onde ce ne sarebbe un secondo tipo, simile alle onde sismiche osservate sul nostro pianeta, generate all'interno della stella stessa.

Si tratta di previsioni che hanno trovato conferme nei dati dei telescopi della NASA, in grado di evidenziare variazioni di luminosità legate alla presenza di onde superficiali. Come previsto, queste onde originano negli strati più interni della stella e forniscono nuove prospettive per lo studio di stelle di questo tipo tramite astrosismologia, una tecnica simile alla sismologia terrestre. Proprio grazie a queste onde è possibile ottenere dettagli interni che non sarebbero altrimenti ottenibili.

Da queste conferme risulta possibile comprendere il movimento delle stelle e la loro rotazione , nonché la fisica e la chimica interna fino al nucleo.

Le stelle supergiganti azzurre sono le fabbriche degli elementi pesanti, producendo tutti gli elementi chimici oltre l'elio. Prima del telescopio Kepler erano poche le stelle di questo tipo, variabili, note ma aumentando la sensibilità di un sensore è possibile mappare al meglio questa variabilità. La scoperta di onde in così tante stelle ha determinato l'avvio di un filone di ricerca molto importante, una età dell'oro per l'astrosismologia legata alle stelle molto massive.