La prima esoluna è ancora un sogno
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Contrariamente a quanto annunciato a Ottobre 2018, il calo di luce che ha accompagnato il transito di Kepler-1625 non è riconducibile a una luna. Nuove analisi sembrano smontare la possibilità


Fonte Alex Teachey et al. Loose Ends for the Exomoon Candidate Host Kepler-1625b


A ottobre del 2018 una notizia parlava della possibilità della prima osservazione, sebbene indiretta, di una esoluna.

Esolune, una rappresentazione. Crediti Dan Durda
Esolune, una rappresentazione. Crediti Dan Durda

Due team indipendenti di scienziati, oggi, portano a un deciso passo indietro riguardo la possibile esistenza di una compagna minore per il pianeta Kepler-1625b. I dati ottenuti in seguito all'annuncio di ottobre, infatti, non mostrano evidenza alcuna della presenza di una luna. Uno dei due team è guidato proprio dal primo firmatario dell'articolo di ottobre, il che sembra far tramontare decisamente la possibilità anche se in realtà in questo caso si fa appello a nuovi dati, più che a smontare il primo articolo.

La curva di luce osservata è stata rianalizzata con una diversa tecnica di processamente e proprio da questa nuova applicazione non è risultato alcun appiglio per mantenere viva l'esoluna. Resta un piccolo segnale ma nulla di sufficiente a creare le condizioni per confermare l'articolo di ottobre.