Akatsuki spia negli strati atmosferici intermedi di Venere
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Finalizzato allo studio della super-rotazione dei venti venusiani, il satellite Akatsuki rivela strutture e caratteristiche sorprendenti negli strati intermedi dell'atmosfera del pianeta Venere


Fonte J. Peralta et al. Morphology and Dynamics of Venus's Middle Clouds With Akatsuki/IR1, Geophysical Research Letters (2019)


Variabilità della media atmosfera di Venere ripresa da Akatsuki/IR1. Credit: Javier Peralta
Variabilità della media atmosfera di Venere ripresa da Akatsuki/IR1. Credit: Javier Peralta

Venere è un pianeta noto per le nubi di acido solforico che coprono l'intero corpo celeste e per i venti estremamente più veloci della rotazione solida (super-rotazione, con 4 ore impiegate dall'atmosfera a compiere un giro intero contro i 243 giorni terrestri del pianeta), ma proprio queste nubi rendono ardua l'osservazione più profonda. Tramite immagini in infrarosso ottenute a 900 nm dalla camera IR1 a bordo del satellite Akatsuki della JAXA è stato possibile spiare nello strato a media altezza di questa atmosfera, con alcune inattese novità.

Lo strato intermedio mostra una estrema varietà di patterns che cambiano nel tempo e che sono notevolmente diversi dagli strati atmosferici più alti, solitamente studiati in ultravioletto . Lo studio ha scoperto anche variazioni nell'albedo delle nubi intermedie, il che potrebbe indicare la presenza di acqua, metano o altri composti in grado di assorbire la radiazione solare nonché variazioni nello spessore delle nubi stesse.

I moti di queste nubi, combinati con le precedenti osservazioni di Venus Express, hanno consentito ai ricercatori di ricostruire una immagine dei venti di Venere su un periodo di dieci anni, evidenziando come i venti super-veloci nelle zone intermedie siano più veloci all'equatore modificando la propria velocità nel tempo, come avviene negli strati superiori, anche di 50 chilometri orari nel giro di poche ore.

Akatsuki è arrivato su Venere a Dicembre 2015 e il suo scopo principale è proprio far luce sulla super-rotazione atmosferica. Sono state analizzate circa mille immagini in infrarosso, relative a strati compresi tra 50 e 55 chilometri di altezza. Le precedenti missioni hanno studiato le nubi più alte e hanno dedicato giusto qualche rapida occhiata altri strati più profondi, strati fondamentali per creare un link e per comprendere il movimento totale dei gas atmosferici.

A volte le immagini mostrano delle bande più scure invase da nubi brillanti che, a volte, mostrano forme roteanti, esempi di convezione in grado di provocare tempeste. Altre volte le immagini mostrano nubi meno turbolente con strutture chiare omogenee o con multiple striature.

Da Aprile a Maggio 2016 l'emisfero settentrionale di Venere è divenuto periodicamente più scuro ogni 4-5 giorni. Queste differenze non erano mai stato osservate tra i due emisferi e la causa è ancora da determinare. Un filamento a uncino lungo più di 7.300 chilometri si è presentato a Maggio e Ottobre 2016.

Per quanto riguarda la super-rotazione, l'attrito esercitanto dalle onde atmosferiche e il periodico riscaldamento dal Sole sono fattori che potrebbero giocare un ruolo importante ma la risposta è ancora lontana. Dal momento che l'energia solare viene assorbita negli strati di nubi e i venti si verificano proprio in questi strati, lo studio di diverse altezze è critico per la comprensione dei venti. La comprensione di questo fenomeno potrebbe anche essere connessa all'effetto-serra che ha moAkatsuki dificato Venere e che potrebbe modificare la Terra.

La variabilità nel tempo delle medie nubi di Venere. Crediti O.Peralta et al.
La variabilità nel tempo delle medie nubi di Venere. Crediti O.Peralta et al.