Una stella extragalattica per la storia della Via Lattea
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Gli scienziati rinvengono nei dati di LAMOST una stella la cui composizione chimica riporta a una galassia nana distrutta dalla Via Lattea


Fonte "Evidence for the accretion origin of halo stars with an extreme r-process enhancement" - Nature Astronomy (2019)


Rappresentazione artistica della Via Lattea
Rappresentazione artistica della Via Lattea

Secondo il Modello Cosmologico Standard, galassie come la nostra hanno origine da blocchi rappresentati da galassie minori, galassie nane, ma per la Via Lattea non è ancora chiari quante e quali tipi di stelle abbiano origine da questi mattoni cosmologici.

Un team internazionale ha ora scoperto una stella peculiare, osservata tramite LAMOST (Large Sky Area Multi-Object Fiber Spectroscopic Telescope) e Subaru Telescope, composta principalmente da una abbondanza molto bassa di magnesio (ottavo elemento nell'universo per quantità) e da una abbondanza eccessiva di elementi pesanti come europio, oro e uranio. 

Le stelle preservano informazioni circa il loro luogo di nascita e così è possibile distinguere le stelle nate nella Via Lattea da quelle arrivate dall'esterno. La stella in oggetto dovrebbe avere la propria origine in una galassia nana distrutta dalla Via Lattea. La formazione stellare nelle galassie nane è più lenta rispetto a quella delle galassie maggiori e questo si rispecchia nelle composizioni chimiche, essenzialmente nel rapporto magnesio su ferro (Mg/Fe), nettamente più basso per le galassie nane. L'estrema abbondanza di elementi pesanti gioca a favore di un potente r-process all'interno della galassia di origine, un processo di cattura neutronica che domina nella produzione di elementi più pesanti del ferro.

Si tratta della prima stella di questo tipo, ma LAMOST ha fornito lo spettro di otto milioni di stelle aprendo le porte alla possibile miglior comprensione dell'evoluzione galattica.