Tra simulazioni e Apophis si affronta il rischio dal cielo
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Alla sesta International Planetary Defence Conference si simula un futuro rischio asteroidale ma si fanno anche i conti per osservare al meglio Apophis durante il passaggio del 2029


Fonte NASA


Trecento astronomi, ingegneri e scienziati stanno affrontando in questi giorni una simulazione che vede un asteroide di dimensione tra 100 e 300 metri puntare verso la Terra a 14 chilometri al secondo, alla distanza di 57 milioni di chilometri e con una stima di impatto pari all'1% per il giorno 27 aprile 2027.

Si tratta del quarto lavoro dal 2013, nell'ambito della sesta International Planetary Defence Conference alla University of Maryland che coinvolge Cina, Francia, Germania, Israele, Italia, Russia e Stati Uniti di America. 

Il 15 febbraio 2013 un corpo di venti metri aprì gli occhi del mondo sul problema rappresentato dai corpi celesti a rischio di impatto con il nostro pianeta : quel giorno il corpo celeste esplose a 23 chilometri di altezza su Chelyabinsk ferendo un migliaio di persone ma di corpi simili ne vengono scoperti quotidianamente. Soltanto nel 2019 sono stati scoperti 700 oggetti di questo tipo (NEO - Near Earth Objects) portando il totale a 20.001. Tra questi, ad oggi, il maggior rischio è rappresentato da 2000SG344, un corpo che ha una possibilità su 2096 di colpire la Terra entro un secolo. 

In base alle dimensioni del corpo celeste le soluzioni possono essere essenzialmente due: se il corpo misura meno di 165 piedi la strategia porta a evacuare la zona, conosciuta secondo le stime almeno due settimane prima dell'impatto. Se il corpo eccede questa misura la soluzione consiste nel tentativo di deviarlo orbitalmente, manovra che verrà portata avanti in via sperimentale nel 2022 dalla Double Asteroid Redirection Test (DART) Mission.  Ciò che sembra certo è che il parco telescopi dedicato alla survey del cielo per la Planetary Defence va ampliato, utilizzando possibilmente telescopi orbitanti. Tanto per scendere in dettagli circa la simulazione fatta girare, dopo la devastazione (simulata) del 2013 nella riviera francese, quella di Dhaka nel 2015 e dopo aver salvato Tokyo nel 2017, il 2019 ha portato alla distruzione di New York. L'asteroide non è stato deviato nei tempi corretti e le probabilità di impatto sono velocemente cresciute al 10% fino al definitivo 100%. La missione (sempre simulata) è stata lanciata nel 2021, con individuazione dell'area a rischio effettuata a Dicembre dello stesso anno (area di Denver). Il team di scienziati ha optato per sei proiettili cinetici per deviare la traiettoria dell'asteroide in arrivo, scelta che ha comportato un lungo tempo per la costruzione e i llancio. Tre corpi hanno impattato l'asteroide, il corpo principale è stato deflesso ma un frammento ha continuato la sua corsa fino agli USA orientali. Il frammento di 60 metri è stato scelto da Washington come bersaglio nucleare, con la stessa strategia che salvò Tokyo nell'ultima esercitazione, ma stavolta non c'è stato accordo tra le nazioni partecipanti e la decisione finale è caduta sull'evacuazione. Sei mesi prima dell'impatto, la zona di New York è stata già indicata come zona di impatto: l'asteroide entra a 69.000 km/h, esplode a 15 chilometri di altezza sopra Central Park. L'energia rilasciata è pari a mille volte quella della bomba atomica di Hiroshima. Manhattan è stata rasa al suolo, le finestre sono state frantumate nel raggio di 45 chilometri. Anche l'evacuazione ha portato a molti problemi visto che le persone evacuate devono rifarsi una vita del tutto nuova, occorre vedere quali enti possono sobbarcarsi i costi, come salvaguardare le installazioni chimiche e nucleari nonché le opere d'arte. 

Rimanendo in tema, il 13 aprile 2019 l'asteroide 99942 Apophis di 340 metri di diametro passerà a 31 mila chilometri dalla Terra, dentro la fascia dei satelliti geostazionari quindi, brillando come le stelle dell'Orsa Maggiore e percorrendo una zona di cielo come il diametro lunare in meno di un minuto. Sebbene manchino ancora dieci anni all'evento, alla Conferenza del Maryland si affronta anche questo tema cercando di ottimizzare le campagne osservative per questo evento che segna una enorme opportunità di fare scienza tramite telescopi ottici e radio. Di asteroidi piccoli ne passano molti, ma una montagna come Apophis a questa distanza è cosa ben rara e sarà una occasione unica per sondarne la superficie. 

Passaggio del 2029 di Apophis.
Passaggio del 2029 di Apophis.

Apophis diverrà visibile a occhio nudo per l'emisfero australe passando per la costa occidentale dell'Australia prima di spostarsi sopra l'oceano indiano in prima mattina e attraversare l'equatore nel pomeriggio dirigendosi verso l'Africa. Al momento della massima vicinanza Apophis sarà sopra l'Oceano Antartico, alle ore 6 p.m. EDT, tanto veloce da raggiungere l'Atlantico in un'ora e volare sopra gli USA. 
Scoperto a Giugno 2004 al Kitt Peak National Observatory e poi osservato dalla Siding Spring Survey, le approssimative prime misurazioni parlavano di un 2.7% di possibilità di impatto con la Terra proprio nel 2029, rischio poi scongiurato una volta affinato il calcolo dell'orbita. Attualmente esiste una possibilità su centomila per i futuri decenni. Il passaggio ravvicinato con la Terra sarà importante anche per comprendere come la nostra gravità influenzerà l'orbita futura nonché la rotazione dell'asteroide, portando anche alla possibilità di frane superficiali.